USA: Trump: “Militari restano fino a vero accordo”
"Tutte le navi, gli aerei e il personale militare statunitense, con munizioni, armamenti e qualsiasi altra cosa appropriata e necessaria per la persecuzione e la distruzione letale di un nemico già sostanzialmente indebolito, rimarranno schierate vicino all'Iran".
(Keystone-ATS) Questo “fino a quando un vero accordo (tra Teheran e Washington) non sarà raggiunto non sarà pienamente rispettato”. Lo ha scritto il presidente statunitense Donald Trump in un messaggio sulla sua rete sociale Truth Social.
“Se per qualsiasi motivo ciò non dovesse accadere, cosa altamente improbabile, allora inizieranno gli scontri a fuoco, più grandi e più intensi di quanto si sia mai visto prima”, ha aggiunto.
“L’accordo è stato raggiunto molto tempo fa e, nonostante tutta la falsa retorica contraria, non ci saranno armi nucleari e lo Stretto di Hormuz sarà aperto e sicuro”, ha pure scritto l’inquilino della Casa Bianca. “Nel frattempo, il nostro grande esercito si sta preparando e riposando, in attesa, anzi, della sua prossima conquista. l’America è tornata!”
Vance: tregua in Libano dipende da Iran
In precedenza il vicepresidente James David Vance (conosciuto come J.D. Vance) aveva dichiarato ai giornalisti al termine del suo viaggio in Ungheria che sta all’Iran decidere “se far saltare” la tregua a causa del Libano. Il numero due dell’amministrazione di Trump ha chiesto a Teheran di “fare il passo successivo” verso la pace, altrimenti gli Stati Uniti valuteranno “molte opzioni” per tornare in guerra.
“Credo che il presidente Trump abbia ottenuto un buon accordo per il popolo americano. Ma fondamentalmente, gli iraniani devono fare il passo successivo, altrimenti il presidente ha a disposizione molte opzioni per tornare in guerra”.
Vance ha definito il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran un “buon primo passo” e ha dichiarato che “vedremo se riusciremo a fare ulteriori progressi nei prossimi giorni”. Ha affermato che “i cessate il fuoco sono sempre complicati”, ma che gli Stati Uniti restano sulla strada giusta nei prossimi negoziati.
Il vicepresidente ha anche precisato che né gli Stati Uniti né Israele hanno mai affermato che il Libano sarebbe stato incluso nel cessate il fuoco. L’Iran ha dal canto suo dichiarato che il cessate il fuoco con gli Stati Uniti deve prevedere una pausa nel conflitto tra Israele e l’organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah in Libano.
Il cessate il fuoco in Libano è una delle “condizioni essenziali” poste dall’Iran nel suo piano in dieci punti, che costituisce la base della tregua con gli Stati Uniti. Lo ha affermato il presidente iraniano Massoud Pezeshkian in una telefonata con il capo dello Stato francese Emmanuel Macron, citato dall’agenzia di stampa degli studenti iraniani (Isna). Il leader iraniano ha “sottolineato la necessità di un cessate il fuoco in Libano e ha ribadito che questa richiesta era una delle condizioni essenziali del piano in dieci punti dell’Iran”, che Trump ha descritto come “una base praticabile per i negoziati” con Teheran, oltre la tregua di due settimane concordata.
Vance, stando a quanto scrive il sito statunitense di notizie politiche Axios, avrebbe affermato che Israele ha proposto di astenersi dagli attacchi contro il Libano finché saranno in corso i negoziati tra Washington e Teheran.
Vance guiderà la squadra di negoziatori americani nei colloqui con l’Iran, che inizieranno nel fine settimana in Pakistan, come annunciato ieri nel pomeriggio dalla Casa Bianca.
Iran annuncia rotte alternative per mine a Hormuz
Intanto l’Iran annuncia due rotte marittime alternative, per le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz, per la possibile presenza di “mine”, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa France-Presse (Afp), che cita media iraniani.
L’autorità portuale iraniana sconsiglia alle navi di attraversare lo Stretto di Hormuz senza un coordinamento preventivo con il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, riporta Afp. L’avvertimento riguarda i rischi rappresentati dalle mine in questa strategica via navigabile. L’allerta è stata diffusa dai media statali iraniani, tra cui l’ente radiotelevisivo pubblico IRIB, che detiene il monopolio dell’emittenza nel paese. In precedenza, l’agenzia di stampa semiufficiale iraniana Fars aveva riferito che la Repubblica islamica aveva sospeso il transito nello stretto in segno di protesta contro gli attacchi israeliani in Libano, dopo che due petroliere lo avevano attraversato in seguito al cessate il fuoco.
“Al fine di proteggersi da possibili collisioni con mine, in coordinamento con la marina delle Guardie rivoluzionarie (…), fino a nuovo avviso, (le navi) devono seguire rotte alternative per il traffico nello Stretto di Hormuz”, ha riferito l’agenzia di stampa privata e non ufficiale Mehr, citando un comunicato militare accompagnato da una mappa marittima che mostra le rotte a sud e a nord dell’isola di Larak.