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Bucher d’oro a Zurigo

André Bucher festeggia la sua vittoria "in casa" Keystone

Oro sugli 800 metri e nuovo record svizzero: indubbiamente questo è l'anno di André Bucher, che al meeting di Zurigo ha riconfermato, a pochi giorni dall'oro mondiale, di essere in forma smagliante. Altra protagonista, la rumena Szekely, oro sui 1500 metri.

Dagli ori mondiali, ai lingotti della Golden League. Seconda a Edmonton, la rumena Violeta Szekely, 36 anni, avrà di che consolarsi: inarrestabile sui 1500, quest’anno non ha mai perso in Golden League e non si è fermata a Zurigo dove è scesa sotto i 4 minuti (3’59″94) rimontando l’allungo della russa Gorelova.

Ma se la Szekely è stata la grande protagonista, Bucher è stato il solista, in un Letzigrund stipato in ogni ordine di posti. L’aveva promesso e l’ha mantenuto: a Zurigo quarta vittoria negli 800 con un 1’42″55, miglior prestazione mondiale stagionale (e quinta di tutti i tempi!).

La Szekely é’ la prima a mettere le mani sui lingotti, forte delle 5 vittorie che il regolamento richiede nell’arco dei 7 meeting dorati. Cercheranno di spartire con lei il prezioso bottino – 50 chilogrammi d’oro – anche Marion Jones, Allen Johnson, El Guerrouj e lo svizzero André Bucher, fresco campione del mondo sugli 800 m. A tutti questi fuoriclasse manca una sola vittoria per il jackpot.

A una vittoria dal jackpot lo svizzero Andre Bucher che ha entusiasmato il suo pubblico con il quarto successo negli 800, a pochi giorni dall’oro mondiale. Una gara velocissima, 49″17 il passaggio ai 400, 1’42″55 alla fine (primato nazionale e migliore prestazione dell’anno), più di un secondo in meno di Edmonton. Sesto Borzakovskiy, partito troppo tardi per cercare di fermare lo svizzero che solo alla fine ha accusato un lieve calo.

Chi invece dovrà rimandare i sogni d’oro, è Boit Kipketer, che aveva già vinto tre volte i 3000 siepi (Parigi, Oslo e Montecarlo). Quando il marocchino Boulami è partito, in pochi hanno pensato che potesse essere un’azione vera, d’attacco, decisiva. E invece è stato un volo che non finiva mai, che ha lasciato indietro tutti, soprattutto i cinque kenyani, con in testa il campione mondiale Kosgei (secondo). Ed è un volo che gli ha regalato il terzo tempo di sempre sulla distanza, il migliore di quest’anno: 7’58″51. Kipketer resta lontano, solo 12°. Per il jackpot non può più sbagliare.

Il lungo invece è andato alla francese Eunice Barber (che ai Mondiali aveva preferito concentrarsi sull’eptathlon da cui è uscita per tre sciagurati nulli nel peso… ) con la Kotova terza e la May che si è fermata ai 6.77. E per il capitolo rivincite, la madre di tutte le sfide era nei 100 femminili. Marion Jones si è ripresa dopo la sconfitta di Edmonton, mentre Zhanna Pintusevich forse non si è ancora ripresa dalla gioia dell’oro mondiale. Solo quarta la ucraina, mentre la Jones ha vinto in 10″94 davanti all’amica Chandra Starrup. Ed è a una vittoria dal jackpot. Dall’oro mondiale (mancato), a quello della Golden League (vicino).

Stavolta il giro d’onore l’ha fatto, ma i fischi non sono mancati. Olga Yegorova, campionessa mondiale dei 3000, prima sospesa per Epo poi riammessa dalla Iaaf per aver seguito una procedura non corretta, ha dominato anche a Zurigo scattando poco prima dell’ultima curva e lasciando Gabriela Szabo indietro. Una gara bellissima, una vittoria proprio contro una delle atlete che più si erano dichiarate contrarie alla decisione della Federazione internazionale. Ha chiuso con 8’23″26, suo miglior tempo di sempre.

Filippo Frizzi

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