Casse pensioni: Ufficio federale della assicurazioni sociali vuole chiarezza
I capitali delle casse pensioni non appartengono agli imprenditori, ma agli assicurati e ai pensionati. L'Ufficio federale della assicurazioni sociali (UFAS) vuole che il sistema del secondo pilastro continui a restare intatto.
In questo senso, la Legge sulla previdenza professionale (LPP) deve avere la precedenza sulle norme internazionali concernenti la presentazione dei bilanci delle società. Tuttavia, per adattare il diritto ai casi concreti, l’UFAS vuole mettere a punto rapidamente una regolamentazione chiara.
Per garantire che in futuro il secondo pilastro non sia intaccato o aggirato con norme internazionali d’allestimento dei bilanci, la Commissione federale della previdenza professionale ha costituito giovedì un gruppo di lavoro per elaborare proposte ancora prima dell’estate.
Il problema era stato denunciato lo scorso marzo dell’Unione sindacale svizzera (USS), che aveva contestato SAirGroup per aver fatto figurare nel suo bilancio un miliardo di franchi proveniente dalle eccedenze della sua cassa pensione. Il caso – ha detto il direttore dell’UFAS Otto Piller – non è unico.
Non spetta all’UFAS aprire eventualmente una procedura, ha sottolineato Piller. Questa competenza è a livello cantonale. Otto Piller ha comunque ricordato la posizione del suo ufficio, che ha recentemente ottenuto l’appoggio della Commissione federale delle banche. Gli istituti di previdenza sono indipendenti e paritetici.
Per l’UFAS è chiaro che non si può sfuggire alle disposizioni legislative sulla previdenza professionale richiamandosi a norme contabili di ispirazione anglosassone. A differenza dei paesi anglosassoni, in Svizzera le casse pensioni sono rigorosamente separate dalle imprese sia dal punto di vista giuridico sia da quello patrimoniale, ha rilevato Piller.
Se elementi del patrimonio delle casse pensioni compaiono nei bilanci aziendali, ciò deve avvenire nel rispetto del diritto in materia. Il datore di lavoro può utilizzare fondi eccedenti per ridurre i contributi al secondo pilastro soltanto se è stato deciso dall’organo paritetico, ossia assieme ai dipendenti.
La legge sulla previdenza professionale prescrive anche che devono esserci riserve sufficienti per coprire il carovita sulle rendite correnti per invalidi e superstiti e sulle rendite di vecchiaia. L’UFAS esaminerà in particolare assieme a esperti del ramo se sia necessario inasprire le disposizioni sull’utilizzo dei mezzi eccedenti. Mira inoltre ad influire sulla futura legge in materia di presentazione di conti. Essa dovrà stabilire chiaramente il primato del diritto previdenziale sugli standard contabili.
Swissinfo e agenzie
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