Conclusa la conferenza su «Statistica, sviluppo e diritti umani»
La conferenza internazionale «Statistica, sviluppo e diritti umani» si è conclusa venerdì a Montreux. Partecipanti ed organizzatori concordi nell'adozione di dieci linee d'azione che rispondano ai bisogni di governi ed organizzazioni non governative.
La conferenza, Organizzata dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e dall’Ufficio federale di statistica (UFS), ha riunito 700 persone provenienti da 123 paesi e 35 organizzazioni internazionali. In cinque giorni vi sono stati 300 interventi.
Il consigliere federale Joseph Deiss ha detto di essere rimasto sorpreso dall’ampiezza dell’interesse suscitato dalla conferenza. Ciò dimostra – ha continuato – che bisogna proseguire gli sforzi per ottenere i necessari strumenti di analisi, per valutare gli impegni politici assunti, per misurare i progressi realizzati e definire le soluzioni migliori da seguire.
Le statistiche «sono strumenti potenti per obbligare i governi e le loro istituzioni a rendere conto del loro operato e per permettere alla società civile di esercitare un controllo sulle autorità», ha sottolineato il ministro degli esteri elvetico.
Oltre che a promuovere gli scambi fra produttori ed utilizzatori di statistiche, la conferenza ha stimolato il dialogo fra ricercatori, analisti, attori politici ed economici. Essa ha messo in luce il ruolo dell’indagine statistica nel processo di democratizzazione dei paesi in transizione ed in via di sviluppo.
L’incontro ha in particolare permesso di fare il punto sulla situazione degli strumenti di indagine di cui dispongono i ricercatori nel campo dei diritti umani, per controllare le violazioni dei diritti civili, valutare il numero di discriminazioni giuridiche, per stabilire la portata dello sfruttamento dei minori e dei genocidi.
swissinfo e agenzie
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