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Conti in giacenza: via libera ad applicazione accordo banche

A quasi due anni dall'accordo delle banche svizzere sui conti in giacenza, sembra che nulla ne ostacoli più l'applicazione. Nei prossimi giorni è attesa una decisione da parte di Edward Korman, il magistrato chiamato a giudicare sulla causa collettiva.

A lasciare ben sperare è la riunione tenuta giovedì a New York tra Alan Hevesi, responsabile delle finanze della Città, e rappresentanti di diverse organizzazioni ebraiche. L’incontro è stato dedicato all’accordo globale extragiudiziale di 1,25 miliardi di dollari concluso nell’agosto 1998 tra il Credit Suisse, l’UBS e la controparte ebraica.

«È giunto il momento di dire la parola fine e di distribuire il denaro ai sopravvissuti dell’Olocausto, che hanno ormai un’età media di 82 anni», ha detto Hevesi.

Anche Israel Singer ed Elan Steinberg, rispettivamente segretario generale e direttore esecutivo del Congresso mondiale ebraico (WJC), hanno sottolineato l’urgenza di passare ora dalle parole ai fatti. «Dei fondi devono approfittare le vittime effettive e non i loro eredi o i loro avvocati», ha detto Singer.

Riguardo alle richieste indirizzate alle assicurazioni elvetiche, Singer si è dichiarato ottimista. A suo avviso, con un rapido pagamento dei 1,25 miliardi di dollari anche altre questioni pendenti si risolveranno amichevolmente. Steinberg ed Hevesi ritengono le due grandi banche svizzere responsabili per il ritardo di quasi 24 mesi. Gli istituti di credito avevano assicurato di voler seguire la proposta della commissione Volcker di rendere accessibili i dati riguardanti 4,1 milioni di conti. «Ma ciò non è avvenuto», ha osservato Steinberg.

Il compromesso presentato da UBS e Credit Suisse, di costituire una banca dati centralizzata con la lista di 2,1 milioni di conti del periodo nazista, è – secondo i due – accettabile se si considera la mancanza di tempo. Si è raggiunta una soluzione al 98 percento e nessuno richiede altro denaro. «Ora bisogna finalmente chiudere la questione», ha ribadito Steinberg.

Dopo l’approvazione definitiva del giudice Korman dell’accordo globale, potrà essere attuato il piano di distribuzione degli 1,25 miliardi elaborato dal cosiddetto «Special Master» Jehudah Gribeth. Le banche non parteciperanno più a questa fase.

Da New York Alan Hevesi ha inoltre lanciato un ultimatum all’Olanda e all’Austria affinché entro 30 giorni si rivolgano alle istanze internazionali create per negoziare la restituzione di beni sottratti agli ebrei sotto il nazismo. In particolare i due Paesi devono regolare gli indennizzi spettanti ai lavoratori coatti.

Swissinfo e agenzie

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