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Dovrà essere ridotta la pena a Jean Dorsaz

L'ex finanziere, condannato dalla Corte cantonale vallesana a 6 anni per truffa, falsità in documenti e appropriazione indebita, ha parzialmente ottenuto ragione dal Tribunale federale.

La giustizia vallesana dovrà ridurre la pena di sei anni di reclusione inflitta all’ex finanziere Jean Dorsaz. Lo ha deciso il Tribunale federale (TF) nelle sentenze pubblicate giovedì e il cui dispositivo è noto dal mese di febbraio.

Nei considerandi, i giudici di Losanna spiegano le ragioni che li hanno portati ad accettare in parte il ricorso per nullità dell’ex finanziere condannato per truffa, falsità in documenti e appropriazione indebita. È stato invece respinto per intero il ricorso di diritto pubblico che l’imprenditore edile aveva parallelamente inoltrato basandosi sulla Costituzione, sulla Convenzione europea dei diritti umani e su una convenzione delle Nazioni Unite.

Nella sentenza sul ricorso per nullità, il TF sottolinea che il lassismo di cui ha dato prova la Banca cantonale vallesana (BCV) nei confronti di Dorsaz non permette però di escludere le numerose accuse di truffa nei suoi confronti. Su numerosi punti il TF si è allineato alle argomentazioni della Corte cantonale vallesana, la quale aveva considerato che l’ex finanziere ha ingannato con astuzia la BCV. In alcuni casi, Dorsaz si è reso colpevole di una «particolare» scaltrezza, hanno sottolineato i giudici di Losanna.

In particolare per le accuse di falsità in documenti, il TF si è distanziato dalla sentenza resa dal tribunale cantonale vallesano nel maggio 1999. È il caso del trasferimento di circa dieci milioni di franchi dal conto della BCV, intestato al fratello, a quello di Dorsaz: per il TF, i movimenti di fondi erano reali e non falsi. Lo stesso vale per una girata di 14 milioni di franchi da un conto dell’ex finanziere su un suo conto corrente.

Un’altra operazione finanziaria, riguardo al trasferimento di un buono di pagamento di 20 milioni di franchi dell’UBS, deve invece essere considerata falso in documenti, poiché dava la falsa impressione che una somma di denaro sarebbe pervenuta alla BCV.


Dopo avere parzialmente accolto il ricorso per nullità, il TF ha respinto quello di diritto pubblico. Jean Dorsaz si lamentava di non essere stato assistito dal suo avvocato dinanzi ai giudici cantonali in seconda istanza. Per il TF il ricorso è abusivo. Jean Dorsaz aveva infatti espressamente chiesto al suo difensore di non presentarsi davanti alla Corte d’appello allo scopo di paralizzare il procedimento, sperando in un aggiornamento dei dibattimenti. «Egli deve dunque sopportarne le conseguenze», hanno sentenziato i giudici di Losanna.

swissinfo e agenzie

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