Emmaus, 40 anni di lotta per «un mondo senza lebbra»
Ridurre la diffusione della lebbra ad un malato ogni 10 mila persone. Questo il traguardo dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). La decisione non soddisfa però le comunità Emmaus svizzere, che propongono altri approcci alla terribile malattia.
La lebbra continua a colpire: ogni anno vengono registrati 800 mila nuovi casi, di cui circa 500 mila in India. «Il problema principale è che la maggior parte di queste persone ricorre troppo tardi a un medico», ha indicato martedì a Berna René Stäheli, uno dei responsabili di Emmaus.
«Il nostro lavoro non verrà influenzato da limiti tecnici, quali quelli posti dall’OMS» ha aggiunto Rolf Lehmann, presidente dell’Aiuto ai lebbrosi Emmaus Svizzera, associazione impegnata da 40 anni per un «mondo senza lebbra».
Le comunità approfitteranno dell’anniversario per lanciare in Svizzera due nuove campagne informative. Le giornate si terranno il 16 settembre a Berna e il 23 settembre a Basilea: nelle strade dei centri verranno esposte opere di artisti impegnati nella lotta alla lebbra; vi saranno inoltre numerosi stand informativi sugli oltre 100 progetti di prevenzione intrappresi da Emmaus. La sera verranno lanciati migliaia di palloncini, che porteranno in cielo stelline luminose. Le giornate avranno per motto «Con mani e piedi», che invita tutte le persone sane a contribuire alla lotta per sconfiggere il flagello della lebbra.
Le prime comunità Emmaus sono state fondate in Francia dall’abbé Pierre, nel 1954, e due anni più tardi si sono insediate anche in Svizzera. Il loro obiettivo è la lotta contro la sofferenza umana e la miseria.
swissinfo e agenzie
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