Ex pirata dell’aria scarcerato ed espulso
Hussein Hariri, il libanese che nel 1987 aveva dirottato su Ginevra un velivolo dell'Air Afrique, uccidendo un passeggero e ferendo un membro dell'equipaggio, ha scontato la pena inflittagli nel 1989.
Ora è stato espulso in Libano, su un aereo che rimpatriava richiedenti l’asilo respinti.
Hussein Hariri era stato scarcerato martedì scorso, dopo aver scontato 17 anni di reclusione (era stato condannato all’ergastolo) in Svizzera, durante i quali era evaso due volte.
Il 38enne ex pirata dell’aria è stato immediatamente espulso dalla Svizzera verso il Libano, suo paese d’origine, a bordo di un aereo charter che rimpatriava richiedenti l’asilo respinti.
La notizia, pubblicata da «Le Matin dimanche» e ripresa anche dalla «SonntagsZeitung», è stata confermata dal portavoce dell’Ufficio federale dei rifugiati (UFR). L’aereo – ha precisato il portavoce – ha decollato da Zurigo con dodici persone a bordo.
Procedimento archiviato
Lo scorso 7 ottobre, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) aveva archiviato il procedimento avviato nell’ottobre 2002 contro Hariri per «atti preparatori punibili».
Un procedimento che si riferiva alla scoperta nella sua cella di «documenti» tecnici aeronautici, che verosimilmente lasciavano supporre nuovi progetti di dirottamento.
Secondo un giornalista che aveva parlato con lui, Hariri aveva invece sostenuto trattarsi di semplici riviste aeronautiche.
Un morto e un ferito
Il 23 luglio 1987, lo sciita libanese, allora 21enne, aveva dirottato sull’aeroporto di Ginevra-Cointrin un DC-10 della Air Afrique, in volo da Roma a Parigi, per ottenere la liberazione di alcuni «combattenti» libanesi e palestinesi incarcerati in Europa.
Prima di essere neutralizzato, il terrorista uccise un passeggero francese 28enne e ferì un membro dell’equipaggio. La Corte penale federale lo condannò all’ergastolo il 24 febbraio 1989.
Dall’aprile 2002, in considerazione del suo comportamento e atteggiamento favorevoli, Hariri aveva ottenuto vari congedi, rispettando sempre le condizioni fissate, fino all’8 settembre, quando non si ripresentò nel carcere vodese della Plaine de l’Orbe.
Documenti compromettenti
La scoperta dei «documenti» compromettenti avvenne poco dopo la sua fuga. Hariri fu arrestato in Marocco il 23 dicembre 2002 ed estradato in Svizzera il 22 agosto 2003. Le «indagini minuziose» dell’MPC non hanno permesso di confermare i sospetti di «atti preparatori» punibili.
All’inizio di ottobre, la procura federale aveva indicato che rimaneva aperto un procedimento contro lo stesso Hariri e un’altra persona, sospettata di aver aiutato il libanese nella fuga.
Reato ipotizzato: favoreggiamento e istigazione al favoreggiamento. Il procedimento non è stato ancora ufficialmente chiuso.
Fuggito con una donna
Hariri si era recentemente recato a Berna per essere interrogato, ha dichiarato la consigliera nazionale Anne- Catherine Ménétrey, che ha seguito il libanese da vicino e prepara un libro sulla sua vicenda.
Secondo la deputata ecologista vodese, la Procura federale intende chiudere rapidamente il procedimento, che – ha aggiunto – riguarda una donna con cui Hariri era fuggito.
Dal rientro in Libano, Hariri non ha dato notizie di sé ai suoi amici in Svizzera.
La Ménétrey ha aggiunto che Hariri intende stabilirsi in una città, poiché nel suo villaggio, nel libano meridionale presso Tiro, teme «la pressione troppo forte della religione».
swissinfo e agenzie
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Arrestato nel 1987, Hussein Hariri è stato condannato nel 1989 all’ergastolo, per aver dirottato un aereo della compagnia Air Afrique allo scopo di ottenere la liberazione di palestinesi detenuti in Europa.
Nel corso del dirottamento, conclusosi sulla pista dell’aeroporto di Ginevra-Cointrin, Hariri aveva ucciso un ostaggio francese.
Due evasioni gli erano valse una pena supplementare di due anni.
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