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G8: incontri bilaterali nell’ombra della guerriglia urbana

Anche la giornata di sabato è stata caratterizzata, nelle strade di Genova, da scontri tra manifestanti antiglobalizzazione e polizia Keystone

Mentre nelle strade di Genova infuriava la guerriglia, i leader del G8 hanno avuto sabato una fitta serie di incontri bilaterali: di fatto, le sessioni formali del vertice sono terminate. Gli 'sherpa' dei leader sono già impegnati nella 'limatura' del comunicato finale del vertice, che sarà diffuso domenica dopo la "foto di famiglia".

Anche sabato, parecchie decine di migliaia di persone hanno manifestato, a Genova, in margine al vertice del G8, l’organizzazione dei principali paesi industrializzati. La manifestazione, che voleva essere pacifica, è stata disturbata dagli incidenti provocati da qualche centinaio di anarchici. Il corteo ha riunito, secondo varie fonti giornalistiche, da 50 e 150 mila persone, mentre gli organizzatori hanno stimato a 200mila il numero dei partecipanti.

Al vertice, intanto, i lavori di sabato si sono articolati in due sedute. Una incentrata sulla strategia globale per la lotta alla povertà «in tutti gli anelli della catena»: sanità, commercio, investimenti, estinzione del debito. L’altra, invece, sul tema dell’ambiente, in particolare l’accordo di Kyoto e la lotta al surriscaldamento dell’atmosfera – una tematica che ha messo in risalto le divergenze tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, contrari alla ratifica del protocollo di Kyoto.

Altri dossier sul tavolo dei Grandi sono poi stati il Medio Oriente, e i Balcani, con la Macedonia in primo piano. E tra le proposte discusse, anche quella di creare un meccanismo di monitoraggio «imparziale», soprattutto per far cessare la violenza fra israeliani e palestinesi.

Da notare che sabato, in un messaggio radio indirizzato da Genova agli americani, il presidente Bush ha difeso la liberà degli scambi e la globalizzazione, replicando ai manifestanti ‘no global’ che contestano il Vertice dei Grandi. Bush ha ribadito che libertà degli scambi e globalizzazione sono la via maestra per riscattare dalla povertà gli esclusi del mondo.

Per quanto concerne la salute, il G8 ha già varato un Fondo per la salute e la lotta contro l’Aids e le altre malattie di massa, come difterite, tubercolosi, tetano, poliomelite e morbillo. Si tratta di 1,3 miliardi di dollari disponibili subito – con l’obiettivo di raggiungere i 2 miliardi di dollari entro le fine dell’anno – donati da governi, organismi internazionali e privati. Per il segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, si tratta di un buon inizio, ma occorre fare molto di più. Secondo annan, infatti, per combattere l’Aids nel mondo servono da 7 a 10 miliardi di dollari all’anno.

swissinfo e agenzie

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