Kosovo: sicurezza precaria per un rimpatrio massiccio dei profughi
L'amministratore delle Nazioni Unite per il Kosovo Bernard Kouchner ha chiesto mercoledì ai Paesi che ospitano i profughi kosovari di rallentare i rinvii forzati verso la provincia serba. Il motivo: la mancanza di sicurezza.
In una dichiarazione rilasciata mercoledì a Ginevra nel corso di una conferenza stampa, Kouchner ha sostenuto che le condizioni di sicurezza nella provincia sono lungi dall’essere soddifacenti. «Sono troppi i kosovari che fanno rientro in questo momento nel loro paese» ha aggiunto. A suo parere, l’organizzazione dei rientri deve svolgersi in modo più ragionevole. Solo in giugno, 500 kosovari – dei 10.500 ancora presenti in Svizzera – che non si sono annunciati per il ritorno volontario dovranno lasciare forzatamente la Confederazione.
Nonostante i problemi causati dal loro rimpatrio, Kouchner ha spezzato una lancia in favore della Svizzera per il programma di rientri adottato, che è stato giudicato «calibrato». Kouchner non ha tralasciato nemmeno di menzionare gli aiuti finanziari concessi da Berna a quelle persone che si sono annunciate per un rimpatrio volontario, aiuto necessario per facilitarne l’integrazione.
Swissinfo e agenzie
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