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La procedura di ratifica

La data prevista per l'applicazione degli accordi è il 1. gennaio dell'anno prossimo. La loro entrata in vigore è però ancora legata all'approvazione da parte dei parlamenti dei 15 paesi membri dell'Unione europea.

Contrariamente all’europarlamento, che ha già accordato la sua approvazione lo scorso 4 maggio, gli Stati membri dell’Unione europea (UE) hanno preferito attendere il voto in Svizzera, prima di sottoporre gli accordi ad una decisione. Finora, soltanto pochi governi dei 15 hanno trasmesso il dossier ai rispettivi parlamenti.

I legislativi sono chiamati ad esprimersi sull’accordo relativo alla libera circolazione delle persone, in quanto tocca competenze nazionali. Nonostante alcune riserve, non si prevedono in ogni caso grandi opposizioni e sembra quasi escluso il rischio di un rifiuto. La procedura decisionale dovrà essere terminata entro il mese di novembre, altrimenti l’entrata in vigore degli accordi slitterà oltre il 1. gennaio 2001.

Frutto di oltre 4 anni di difficili negoziati, gli accordi bilaterali dovrebbero creare nuove basi per un rafforzamento dei rapporti tra la Svizzera e l’UE. I 7 accordi settoriali consentono in tal senso di colmare una serie di lacune, rimaste aperte dopo il rifiuto popolare della proposta di adesione allo Spazio economico europeo SEE, nel dicembre del 1992.

Rispetto a quest’ultimo trattato, la portata degli accordi bilaterali tocca quasi esclusivamente ambiti economici e sociali, che rivestono comunque una notevole importanza per il nostro paese, strettamente legato ai 15 paesi membri dell’UE. In tale ottica, gli accordi permetteranno sicuramente d’incrementare le relazioni commerciali con il nostro principale partner economico.

L’accordo sui trasporti aerei permetterà, ad esempio, di migliorare l’accesso delle compagnie svizzere al mercato europeo, quello sull’agricoltura di agevolare le esportazioni dei prodotti elvetici, quello sugli ostacoli tecnici di semplificare le procedure di omologazione dei certificati relativi ai prodotti industriali. Vantaggi dovrebbero derivare anche dall’accordo sugli appalti pubblici e da quello sulla cooperazione scientifica, che permetterà ai ricercatori svizzeri di partecipare ai programmi europei.

A sollevare maggiore opposizione erano invece invece i due accordi forse più importanti: quello sulla libera circolazione delle persone e quello sui trasporti terrestri. Quest’ultimo accordo, sollecitato soprattutto dall’Unione europea, autorizza infatti i camion comunitari di 40 tonnellate a transitare nel nostro paese. Ancora oggi rimane difficile da valutare se le misure previste dal governo svizzero per trasferire il traffico pesante dalla strada alla ferrovia, saranno sufficienti per evitare una valanga di automezzi pesanti.

Ancora più controverso l’accordo sulla libera circolazione delle persone. Un accordo che permette ai cittadini svizzeri, entro una scadenza di due anni, di risiedere e lavorare liberamente nei paesi dell’UE. A sollevare opposizioni vi era chiaramente la libera circolazione accordata, in cambio, ai cittadini dei 15. A tappe successive ed entro un termine definitivo di 12 anni, potranno stabilirsi e esercitare il loro mestiere in Svizzera.

Importanti vantaggi dovrebbero giungere dall’approvazione degli accordi anche per gli svizzeri dell’estero. In futuro potranno muoversi molto più liberamente nell’Unione europea e potranno ottenere molto più facilmente dei permessi di lavoro e di residenza. Un interesse ancora più forte sussiste per i giovani svizzeri dell’estero, alla ricerca di un lavoro o di un diploma universitario.

Armando Mombelli

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