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Minorenne arrestato in Francia per l’uccisione di un doganiere a Ginevra

Un diciassettenne è comparso davanti al giudice istruttore di Lione, che indaga sull'uccisione, lo scorso novembre, di un doganiere svizzero nei pressi di Ginevra. Il giovane è stato posto in detenzione preventiva per omicidio volontario.

L’indiziato, un giovane sbandato della periferia di Lione, si era vantato di quanto successo con alcuni suoi coetanei. Il doganiere, 37 anni e padre di due bambini, era stato travolto la notte del 21 novembre da un veicolo immatricolato in Francia. La vittima stava pattugliando la zona di Meyrin in compagnia di due colleghi, quando ha avvistato un furgoncino bianco sospetto. I tre agenti hanno tentato di bloccare il veicolo alla dogana di Prévessin. Hanno posto la loro automobile di traverso sulla carreggiata e sono scesi dal mezzo con l’arma in pugno, ma nella fuga il furgoncino è salito sul bordo del marciapiede ed ha investito uno di loro.

Il furgoncino è stato ritrovato il giorno dopo in un parcheggio di Prévessin. Le indagini si erano subito dirette nella regione lionese. Al momento del dramma, la polizia ginevrina aveva indicato di avere «grossi problemi» con giovani di Vaulx-en-Velin e di Bron, e aveva rivelato l’esistenza di una sorta di premio in palio nella malavita per ogni poliziotto o guardia di confine uccisi.

Il minorenne arrestato sabato respinge però l’accusa di omicidio volontario, affermando che il suo veicolo aveva semplicemente sbandato sulla neve, investendo il doganiere. I due complici del ragazzo sono sempre latitanti. Diversi giovani della malavita lionese erano stati arrestati, il 15 marzo, in relazione al grave episodio, ma erano stati rilasciati il giorno dopo per mancanza di prove.

L’aumento della violenza negli ultimi mesi alla frontiera ginevrina è all’origine di una petizione che il personale delle dogane ha consegnato alle Camere federali. Il testo, corredato di oltre 16 mila, denuncia la lentezza delle riforme e la mancanza di personale e chiede un miglioramento della sicurezza per le guardie di confine.

swissinfo e agenzie

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