Processo di appello ai responsabili del colpo del secolo alla posta di Zurigo
Sette degli otto protagonisti del «colpo del secolo» perpetrato il primo settembre 1997 alla posta della «Fraumünster» di Zurigo - con un bottino di 53 milioni di franchi - ricompariranno mercoledì in tribunale per il processo d'appello.
Nel novembre scorso il Tribunale distrettuale di Zurigo ha emesso nei loro confronti condanne fra 21 mesi e cinque anni e mezzo di reclusione. Il ricorso in appello è stato presentato dal procuratore pubblico Andreas Brunner, che giudica le pene troppo miti.
Un caso di rapina più grave di quella messa a segno alla posta zurighese è difficilmente immaginabile, ha affermato Brunner presentando il ricorso. A ciò si aggiunge il fatto che i rapinatori non hanno fatto nulla per aiutare gli inquirenti a ritrovare la metà del bottino non ancora recuperata.
A due anni e mezzo dal colpo mancano ancora fra i 24 ed i 25 milioni di franchi, ha indicato all’agenzia di stampa svizzera Ats Patrick Sutter, giurista alla divisione finanze della Posta. Al processo di primo grado le richieste di risarcimento danni della Posta erano state respinte. Il «gigante giallo» intende ripresentare le sue richieste in sede civile, ma Sutter non è stato in grado di dire quando la procedura sarà avviata.
Il processo davanti al Tribunale cantonale di Zurigo si apre mercoledì e durerà se necessario fino a giovedì. La pubblica accusa ha fatto sapere che presenterà le richieste di pena soltanto al dibattimento. La condanna massima prevista dal codice penale per il reato di rapina è di dieci anni di reclusione.
Il ricorso del procuratore Brunner non riguarda il più giovane dei rapinatori, lo jugoslavo Zoran Veljkovic, che al momento dei fatti aveva 20 anni e per il quale il Tribunale distrettuale aveva deciso il collocamento in un istituto di rieducazione. In marzo Velikovic non era rientrato da un congedo dall’istituto di Uitikon (nel Canton Zurigo) dov’era stato collocato ed è tuttora uccel di bosco.
In prima istanza la pena più severa, 5 anni e mezzo di detenzione, è stata inflitta all’italiano Marcello Di Santo, 27 anni, la «talpa» che lavorava nella posta rapinata e che ha avuto l’idea del colpo milionario.
Fra i cinque esecutori materiali quello che ha subito la condanna più severa (5 anni e 3 mesi) è stato il libanese Elias Alabdullah, 34 anni, il «capo» del quintetto che ha prelevato le casse piene di banconote, pronte per essere trasportate al vicino caveau della Banca nazionale, dal cortile interno della posta della «Fraumünster».
Il guidatore della «Fiat Fiorino» utilizzata per la rapina, l’italiano Domenico Silano (27 anni), e il libanese Hassan el Bast, (31), definito un «complice con un grado medio di responsabilità», sono stati condannati a quattro anni e nove mesi di carcere, mentre per lo svizzero Dieter Müller (24), che assieme all’amico Veljkovic aveva il compito di caricare le casse piene di soldi sull’utilitaria, la pena è stata di quattro anni.
Tre anni e nove mesi è stata la pena inflitta al «basista» Maurizio Vallelonga (41), proprietario di una sala giochi alla periferia di Zurigo dove i rapinatori si sono incontrati per preparare il colpo, mentre il libanese Mustafa Mirgen, che aveva l’incarico di aspettare i rapinatori dopo il colpo in un parcheggio per un cambio di vettura, si è visto infliggere una condanna a un anno e nove mesi.
Swissinfo e agenzie
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