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Scandalo Elf: condizionale per gli imputati in Svizzera

La filiale di Elf a Ginevra Keystone

I tre imputati coinvolti nei risvolti svizzeri dell'affare di riciclaggio sono stati condannati, con la condizionale, dalle Assise correzionali di Ginevra.

Già condannati in appello, erano accusati di aver riciclato 46 milioni di franchi, stornati dalle casse del gruppo petrolifero francese.

Il processo Elf, uno dei più importanti affari giudiziari di riciclaggio trattato dalla Corte di Ginevra, si è concluso con condanne senza pene detentive, che erano state peraltro richieste per due degli imputati.

Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di riciclaggio aggravato. Le pene variano dai 16 ai 18 mesi di carcere con la condizionale e una multa di 100 000 franchi per i due principali implicati. L’esperto contabile della società “K M” ha ricevuto una condanna a 10 mesi – sempre con la condizionale – e una multa di 25 000 franchi.

I tre erano accusati di aver aiutato l’ex numero due di Elf, Alfred Sirven, a riciclare 46 milioni di franchi, stornati dalle casse del gruppo petrolifero francese. Le pene sono state clementi perché in realtà la Corte si è resa conto che sul banco degli imputati avrebbero dovuto sedere anche altre persone, e non solo tre imputati.

In un verdetto del 2004 del Tribunale federale sullo stesso caso contro cinque altri imputati, si parlava solo di riciclaggio semplice e non di riciclaggio aggravato. Il principale protagonista era allora stato condannato a 18 mesi con la condizionale.

La fuga e poi l’arresto nelle Filippine

All’epoca dei fatti, l’ex numero due del gigante francese, Alfred Sirven, lavorava proprio a Ginevra. Nel mirino della giustizia dal 1996, Sirven aveva optato per la fuga dopo aver fatto sparire i soldi sottratti, circa 250 milioni di franchi svizzeri.

Il bottino ha seguito un cammino tortuoso, transitando in particolare dal Liechtenstein e coinvolgendo numerose società offshore.

Nel giudizio precedente a quello attuale era stato sottolineato che l’ex direttore della Elf era ricercato dalle polizie del mondo intero e la stampa francese e ginevrina ne parlavano abbondantemente.

Alcuni degli imputati – ha rilevato il procuratore – avevano pure approfittato della situazione scomoda in cui si trovava Sirven per arricchirsi personalmente.

swissinfo e agenzie

Il processo svizzero non è che una delle numerose procedure giudiziarie intraprese dopo l’immenso scandalo politico-finanziario che aveva scosso la Francia negli anni ’90.

In totale, diverse centinaia di milioni di euro erano stati l’oggetto di malversazioni da parte degli ex dirigenti di Elf.

Gli imputati del processo di Ginevra erano accusati di aver riciclato 46 milioni di franchi a nome di Alfred Sirven, ex numero due di Elf.

Lo scandalo aveva coinvolto anche le alte sfere dello Stato francese, sebbene la giustizia avesse escluso un coinvolgimento attivo degli ex ministri Charles Pasqua e Roland Dumas.

Sirven, nel frattempo deceduto, era stato riconosciuto colpevole e condannato dalla giustizia francese.

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