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Democrazia diretta in Svizzera

Sciopero no, ma ultimatum

Voto chiaro fra i sindacalizzati romandi Keystone

I sindacati di Swissair Group rinunciano per il momento ad uno sciopero, ma chiedono soldi per il piano sociale.

I sindacati di Swissair Group rinunciano per il momento ad uno sciopero, ma rivendicano dagli investitori della nuova aviolinea svizzera 200 milioni di franchi per finanziare i costi sociali provocati dal dissesto della compagnia di bandiera.

«Ci aspettiamo dalle istanze competenti un risposta entro il 15 novembre», si legge in una risoluzione adottata all’unanimità da circa 700 dipendenti del gruppo che hanno preso parte nel pomeriggio di lunedì a Zurigo a due assemblee generali organizzate dal Sindacato svizzero dei servizi pubblici (SSP/VPOD), dalla Società svizzera degli impiegati di commercio (SSIC) e dal sindacato del personale Swissair PUSH.

Per salvare il maggior numero di impieghi possibile, la risoluzione esorta inoltre i responsabili della «nuova Crossair» a rimanere fedeli al modello 26/26, che prevede il passaggio alla nuova compagnia di 26 velivoli di Swissair per i voli intercontinentali e 26 per quelli a breve raggio.

Per il momento uno sciopero non è d’attualità, «ma anche la pazienza ha i suoi limiti», ha osservato il presidente della sezione traffico aereo di SSP/VPOD, Daniel Vischer. Per decidere sui passi futuri, i sindacati intendo convocare una nuova assemblea generale il 19 novembre

vivace discussione, circa 200 dipendenti riuniti in serata in assemblea a Ginevra hanno bocciato lo scenario «di battaglia» che prevedeva di incrociare le braccia domani dalle 10 alle 12.

Anche sulle rive del Lemano si punta sull’ultimatum e sulla data del 19 novembre. Per dare un segno tangibile della determinazione del personale si sta intanto pensando di bloccare a Ginevra un velivolo Crossair. L’ora e la data di questa azione saranno definiti nei prossimi giorni.

swissinfo e agenzie

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