"La cultura? Bisogna viverla!"

Il nuovo timoniere della cultura svizzera: Jean-Frédéric Jauslin swissinfo.ch

Dal primo di aprile Jean- Frédéric Jauslin succede a David Streiff e assume le redini dell’Ufficio federale della Cultura. Intervista.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 marzo 2005 - 16:02

Per l’ex direttore della Biblioteca nazionale, che integra formazione scientifica e impegno culturale, il termine "umanesimo", è una parola chiave.

Sulla porta d’ingresso, una targa di rame indica molto discretamente che stiamo entrando nell’edificio dell’Ufficio federale della Cultura (UFC). Nulla più. Eppre, questo luogo, è un’autentica cassaforte: il nuovo edificio della Collezione d’Arte della Confederazione...

Jean-Frédéric Jauslin ha scelto questo contesto per rinnovare l’îmmagine, cambiare dalla Biblioteca nazionale (BN), staccarsi da uno scenario quotidiano in cui ha vissuto quindici anni. L’immagine, lo ammette lui stesso, fa parte della comunicazione.

swissinfo: Jean-Frédéric Jauslin, lei ha tre figli, di età compresa tra i 12 e i 19 anni. In che modo spiegherebbe al suo cadetto il significato della parola "cultura"?

Jean-Frédéric Jauslin: Non credo esista una definizione di cultura. O, forse, direi piuttosto che preferisco non avventurarmi nel tentativo di definirla. La cultura bisogna viverla, sentirla. Occorre piuttosto implicare la gioventù nella cultura.

E, specialmente, fare comprendere che la cultura – come spesso viene mostrata - non è qualcosa di elitario, di polveroso, di noioso. La cultura è qualcosa che vive, con la quale entrano in contatto ogni giorno. Ecco, sarebbero questi i miei argomenti.

swissinfo: Laureato in matematica, dottore in informatica....e nuovo timoniere della cultura svizzera. Non sarebbe normale di trovare questo percorso incongruo?

J.-F.J.: Grazie, ho già dato! Quando ero stato nominato direttore della Biblioteca nazionale le persone avevano ritenuto totalmente incongruo che fosse stato scelto un matematico per occupare questa funzione. Che dire? La realtà è che è da quindici anni che mi muovo nel mondo della cultura, la Biblioteca Nazionale appartiene pure sempre a questo mondo....

Dunque, nessuna incongruenza. Sono un fervente difensore dell’umanesimo, nel senso stretto del termine. Ovvero, spirito e orizzonti aperti. Dal mio punto di visto non c’è nessuna incompatibilità tra la matematica, la cultura, l’informatica, la biologia, e altri settori ancora....

Occorre essere aperti e, del resto, sono dispiaciuto per la super-specializzazione che si riscontra oggi in tutti i settori. La nostra società ha bisogno di apertura di spirito ed è su queste premesse che baso il mio arrivo alla guida dell’UFC.

swissinfo: L’esperienza alla Biblioteca nazionale che cosa le ha insegnato sul mondo politico elvetico?

J.-F.J.: La Svizzera è un paese complesso. All’UFC ci muoviamo a livello nazionale. E i rapporti tra Confederazione, cantoni, comuni – specialmente in campo culturale – sono estremamente complessi. L’esperienza maturata alla BN nel corso di questi ultimi quindici anni mi sarà pertanto molto utile.

Ho imparato, in modo particolare, che la migliore risposta alla complessità svizzera è l’interconnessione tra istituzioni e persone. Mettersi in rete, questa è la sola soluzione.

swissinfo: Gli ambienti di aiuto alla cultura hanno conosciuto, ultimamente, momenti burrascosi. Inchiesta interna all’UFC, dimissione di David Streiff, scandalo politico legato alla mostra di Hirschon a Parigi... Con che spirito si appresta ad occupare la nuova poltrona?

J.-F.J.: Con grande entusiasmo! L’aspetto positivo di tutti questi sconvolgimenti è che se ne parla. Si parla della cultura, la gente legata agli ambienti più disparati si interessa, ci sono delle emozioni, c’è movimento. Non si può desiderare altro! Parlare di cultura è fondamentale, perché si tratta di qualcosa di vivo.

swissinfo: In certi ambienti politici c’è stata una levata di scudi contro le reti di sinistra, che avrebbero il controllo sul mondo culturale svizzero. Lei, da uomo di destra, farà pendere l’ago della bilancia in senso opposto?

J.-F.J.: Alla guida della BN non ho dovuto seguire mappe di carattere politico. Non credo, nel caso specifico, che occorra un contrappeso politico. Ci sono culture di e su fronti diversi, siamo un paese multiculturale. L’essenziale della mia funzione sarà garantire che ciascuno possa esprimersi.

Attualmente assistiamo ad un dibattito su due visioni: lo Stato Mecenate e lo Stato Sponsor. Io sono certamente a favore della prima, nel senso che, secondo me, un’implicazione dello Stato a livello di contenuti è fuori discussione.

Siamo qui per fissare le condizioni quadro, assicurare le infrastrutture, ma non per intervenire a livello di contenuti. Se non per garantire certi limiti, peraltro già definiti dalle leggi.

swissinfo: Quali i dossier prioritari sulla sua scrivania?

J.-F.J.: Il primo sarà la Legge sull’incoraggiamento alla cultura. In agenda anche la situazione del Museo Nazionale e la Legge sulle lingue. Il Governo ha proposto la non entrata in materia, e il Parlamento torna ora alla carica...

Il quarto compito importante sarà quello di individuare il modo per migliorare il coordinamento tra le varie istanze che si occupano di cultura in seno alla Confederazione.

swissinfo: Grandi pulizie in vista?

J.-F.J.: No... Si tratta piuttosto di riuscire a far sedere le persone attorno a un tavolo. C’è lavoro per tutti, e non tanto divergenze di opinioni. Troveremo un modo di collaborare.

In Svizzera abbiamo un nucleo culturale formidabile. Le differenze di culture, di lingue, sono una materia prima straordinaria. Non ne siamo mai sufficientemente consapevoli.

Intervista swissinfo, Bernard Léchot
(traduzione e adattamento Françoise Gehring)

Fatti e cifre

Il 27 agosto 2004 dopo 11 anni di lavoro David Streiff lascia la direzione dell’OFC
Alla fine del 2004 Couchepin sceglie Jauslin come nuovo responsabile della cultura elvetica
Il nuovo direttore entra in carica il primo di aprile 2005
4 dossier prioritari sulla sua scrivania

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In breve

Jean-Frédéric Jauslin è nato nel 1954 a Le Locle (Neuchâtel). Maturità classica e poi studi superiori in campo scientifico (laurea in matematica a Neuchâtel, dottorato in informatica a Zurigo).

Dopo aver lavorato nel settore assicurativo, nel 1990 diventa direttore della Biblioteca Nazionale svizzera (BN). Sotto la sua direzione sarà trasformata, ristrutturata e profondamente modernizzata.

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