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Boom di batterie in Svizzera, famiglie e aziende accumulano sempre più energia solare

batterie accanto a dei pannelli solari posati su un tetto
Il supermercato Migros di Schlieren-Rietbach, nei pressi di Zurigo, dispone di un impianto fotovoltaico sul tetto e di un grande sistema di accumulo a batteria. Keystone / Gaetan Bally

Una trasformazione energetica rapida ma per lo più invisibile è in corso in Svizzera: privati e imprese stanno installando batterie per fotovoltaico a un ritmo record. La crescita è stata di circa il 400% negli ultimi quattro anni.

La tendenza non accenna a fermarsi. Secondo Swissolar, l’associazione dell’industria solare, l’installazione di batterie sta accelerando rapidamente. Il suo Monitor Batterie Svizzera 2026Collegamento esterno è il primo studio completo che quantifica il numero di unità di accumulo attualmente in uso nel Paese.

In Svizzera, la crescita dei cosiddetti accumulatori “behind-the-meter” – installati direttamente presso abitazioni, aziende agricole o imprese commerciali – è aumentata del 400% in quattro anni, come mostra questo grafico:

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Al contempo, secondo Swissolar, anche i grandi impianti di accumulo collegati alla rete (“front-of-the-meter”) stanno acquistando importanza. Diverse aziende del settore elettrico hanno annunciato la costruzione di oltre 4 GWh di capacità aggiuntiva entro il 2030, pari a 30 volte la capacità attualmente installata.

Queste grandi batterie non solo immagazzinano energia, ma contribuiscono anche alla stabilità della rete elettrica, ad esempio fornendo servizi di sistema come l’energia di regolazione (utilizzata per mantenere costante la frequenza di rete).

Il mercato è in forte crescita anche a livello globale. Nell’Unione Europea, nel 2025 sono stati installati circa 27,1 GWh di nuova capacità di accumulo, con un aumento del 45% rispetto all’anno precedente.

>> Una delle sfide principali della transizione energetica è di sviluppare sistemi di accumulo capaci di immagazzinare l’energia rinnovabile:

Elettricità accumulata a mezzogiorno e utilizzata la sera

Nei giorni di sole, gli impianti fotovoltaici producono già oggi più elettricità di quanta se ne consumi. Ed è proprio qui che entrano in gioco le batterie, spiega Matthias Egli, direttore di Swissolar: “A mezzogiorno si produce più corrente di quanta se ne possa usare, anche se si sta cucinando. Questo significa che in quel momento l’energia viene immagazzinata nella batteria”.

Questa elettricità può poi essere riutilizzata la sera, quando il sole è tramontato, ad esempio per cucinare, ricaricare l’auto elettrica o guardare la televisione.

Queste batterie hanno di solito le dimensioni di una grande scatola di cartone. “Nel settore del fotovoltaico, ormai è quasi uno standard installare un impianto solare dotato anche di una batteria” afferma Egli.

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Le batterie alleggeriscono la rete elettrica

Nel suo studio, Swissolar stima che lo scorso anno in Svizzera erano installate abbastanza batterie da poter alimentare, teoricamente, 1,5 milioni di nuclei familiari per due ore. Con quelle che si aggiungeranno quest’anno si potrebbero coprire 2,5 milioni di abitazioni.

Uno dei motivi di questa crescita così rapida è il continuo calo dei prezzi: le batterie costano sempre meno e ormai sono diventate accessibili anche per i privati. Questo permette alle famiglie con un impianto fotovoltaico di utilizzare una quota ancora maggiore della propria elettricità.

La tecnologia di accumulo tramite batterie, proprio come i pannelli solari, ha registrato una rapida riduzione dei costi nell’ultimo decennio. Il prezzo medio di una batteria agli ioni di litioCollegamento esterno è sceso a 115 dollari/kWh nel 2024, con una riduzione del 20% rispetto all’anno precedente e dell’84% rispetto al costo medio di dieci anni fa.

Grazie alla diminuzione dei prezzi, la capacità di accumulo tramite batterie è aumentata in modo significativo nel mondo, con una crescita media del 67% all’anno nell’ultimo decennio. Complessivamente, nel 2024 sono stati installati 69 gigawatt di capacità di accumuloCollegamento esterno – quasi sufficienti a raddoppiare la capacità totale, che era pari a 86 GW nel 2023.

La riduzione del 20% nel costo delle batterie nel 2024 rappresenta il maggiore calo percentuale in un solo anno dal 2017 e la maggiore riduzione assoluta dal 2019. Questi ribassi sono stati favoriti dalle economie di scala e dall’adozione crescente di batterie basate su chimiche più economiche, come il litio-ferro-fosfato, che elimina la necessità di utilizzare nichel e cobalto. Anche i costi dei materiali sono diminuiti dopo il breve picco dei prezzi del litio nel 2022.

Fonte: Ember Global Electricity Review 2025

Si tratta di uno sviluppo che alla fine porta benefici a tutti, sottolinea Egli. “Ha un effetto molto positivo sul carico della rete. Possiamo collegare più impianti alla stessa infrastruttura senza doverla ampliare a caro prezzo”.

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Negli ultimi anni decine di migliaia di impianti solari sono stati connessi alla rete. Un’espansione che ha generato anche critiche, perché per trasportare l’energia prodotta sarebbe necessario potenziare notevolmente l’intero sistema.

Le batterie contribuiscono ad alleggerire la rete e, allo stesso tempo, ad abbassare i costi necessari per mantenerla stabile, sottolinea il direttore di Swissolar.

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Batterie con accumulo a breve termine sempre più importanti

L’organizzazione non è l’unica ad arrivare a questa valutazione. Anche Swissgrid, che gestisce le linee ad alta tensione in Svizzera, così come diverse aziende fornitrici di energia, considerano le batterie un elemento chiave nel sistema elettrico del futuro.

Tuttavia, a differenza dei bacini idroelettrici, le batterie non sono adatte a immagazzinare l’energia in eccesso prodotta durante l‘estate e a rilasciarla nei mesi invernali, periodo in cui la Svizzera tende a produrre meno elettricità. Nonostante ciò, le batterie diventeranno sempre più importanti anche in inverno, sostiene Matthias Egli.

Le batterie sono infatti sistemi di accumulo di energia a breve termine che risultano “estremamente utili” per alleggerire la rete elettrica, anche nella stagione fredda. “Anche d’inverno ci sarebbe meno bisogno dell’idroelettrico”, afferma Egli. Nei giorni di sole, infatti, l’energia fotovoltaica può essere immagazzinata, riducendo il prelievo dalle riserve idriche.

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