Presto cresceranno frutti esotici in Svizzera?
A causa del cambiamento climatico, i frutti esotici potrebbero affermarsi anche in Svizzera. Cosa potrebbe crescere nei prossimi anni? Le previsioni di un esperto di scienze agrarie.
Le estati in Svizzera stanno diventando più calde e più secche. Di conseguenza cambiano anche le condizioni per la frutticoltura. “Quando furono piantati gli alberi da frutto, si tenne conto di temperature e modelli di precipitazione diversi”, spiega Achim Walter, professore di scienze delle colture agrarie al Politecnico federale di Zurigo (ETH).
Molti frutti tradizionali soffrono già oggi la siccità. Il sole intenso li rende sì più dolci, ma anche più piccoli. Questo comporta raccolti sensibilmente inferiori. Il settore è quindi chiamato a ripensare le sue strategie.
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I frutti devono resistere al gelo
Per quanto riguarda il frutto svizzero per eccellenza, la mela, stanno acquisendo sempre più importanza varietà resistenti al caldo come la Pink Lady. Parallelamente, i frutti tipici delle regioni meridionali potrebbero assumere un ruolo più rilevante nell’agricoltura svizzera.
“I Paesi produttori si sposteranno progressivamente verso nord”, prevede Walter.
A nord delle Alpi esistono già aziende agricole che coltivano ulivi. Con il cambiamento climatico, questa coltivazione potrebbe espandersi ulteriormente. Inoltre, i principali Paesi produttori di olive stanno affrontando problemi legati alle malattie delle piante.
“Queste difficoltà rendono sempre più complicato coltivare le olive come si è fatto per decenni”, afferma Walter.
Anche il pawpaw, noto come banana del nord, potrebbe diventare interessante nei prossimi anni. Questo frutto originario del Nord America, dall’aspetto simile a quello di un mango, compare già nelle riviste specializzate del settore agricolo.
“Potrebbe crescere bene in Svizzera, perché sopporta gelate invernali molto intense, con temperature fino a meno 30 gradi Celsius, e in estate ama particolarmente il caldo”, spiega Walter.
In linea di principio, anche il mandorlo sarebbe adatto a un clima più caldo. Tuttavia, il clima svizzero, a tratti umido, favorisce l’insorgenza di malattie fungine. “Sarebbe necessario autorizzare prodotti fitosanitari adeguati per garantire una produzione stabile”.
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Presto dei manghi in serra in Svizzera?
Molto meno realistiche appaiono invece le coltivazioni di frutti tropicali come banane, mango o avocado. “A causa delle gelate invernali, è praticamente impossibile far crescere alberi tropicali in Svizzera, a meno che non vengano coltivati in serra”.
Una produzione su larga scala è economicamente conveniente solo nei Paesi dove le temperature invernali non scendono sotto lo zero. In compenso, secondo Walter, in un futuro “non troppo lontano” potrebbero arrivare nei supermercati svizzeri dei manghi coltivati in Spagna.
Alla fine, però, non saranno soltanto il clima e le condizioni di coltivazione a determinare quali frutti avranno successo. Anche i consumatori e le consumatrici avranno un ruolo fondamentale.
Coltivare nuove specie sui terreni svizzeri, generalmente di piccole dimensioni e frammentati, comporta infatti costi elevati. Per questo il professore dell’ETH ritiene improbabile che pesche o nettarine svizzere riescano a competere con i prodotti importati a basso costo.
Il potenziale dei cachi
L’influenza del mercato sulle coltivazioni risulta evidente anche nell’esempio dei cachi. Fino a una decina di anni fa questo frutto rivestiva un ruolo marginale in Svizzera, soprattutto a causa della scarsa domanda. Oggi la situazione sta cambiando.
“Il caco è un frutto che solo recentemente ha iniziato a farsi conoscere dal grande pubblico e che in futuro potrebbe essere coltivato più diffusamente anche in Svizzera”, afferma Walter.
Caldo e siccità stanno dunque preparando il terreno a nuove varietà e nuove colture. Entro il 2050, oltre a mele e pere, i consumatori svizzeri potrebbero trovare nei negozi anche olive, pawpaw e perfino mandorle prodotte in Svizzera.
Tradotto dal tedesco e verificato da lj
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