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La Quinta Svizzera più indulgente nei confronti dell’iniziativa sull’alimentazione

27 settembre
Il materiale per il voto per corrispondenza in occasione delle votazioni federali del 27 settembre. Keystone / Laurent Gillieron

I due oggetti sottoposti a votazione domenica, respinti in modo massiccio dall’elettorato svizzero, non hanno avuto un destino migliore presso la diaspora. Sulla neutralità, gli svizzeri e le svizzere all’estero hanno votato in modo sorprendentemente simile al resto del Paese. L’iniziativa sull’alimentazione, invece, ha raccolto un po’ più di sostegno.

Le votazioni di domenica si sono concluse con una netta bocciatura – oltre il 70% di “no” – delle due iniziative sottoposte al verdetto delle urne. L’iniziativa sulla neutralità, che mirava a iscrivere nella Costituzione una concezione rigorosa della neutralità, è stata respinta dal 70,2% dell’elettorato e da tutti i Cantoni.

Il voto degli svizzeri e delle svizzere all’estero su questo oggetto è quasi una fotocopia del risultato a livello nazionale. Nei 12 cantoni per i quali l’Ufficio federale di statistica dispone di dati dettagliati, tra le persone espatriate che hanno votato il “no” ha prevalso nella misura del 70,4%.

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Una visione omogenea della neutralità

Una simile uniformità è rara, osserva Agnese Zucca, responsabile di progetto presso l’istituto gfs.bern. “Questo invia un chiaro messaggio di omogeneità su ciò che la popolazione vuole in materia di neutralità, sia che viva in Svizzera sia all’estero”, analizza l’esperta.

Agnese Zucca non è sorpresa dal netto rifiuto da parte della popolazione espatriata: il risultato di domenica “corrisponde al modo in cui chi vive all’estero tende a votare su questioni che riguardano la politica estera e di sicurezza”.

Per la collaboratrice dell’istituto gfs.bern, l’aspetto più degno di nota è piuttosto che gli svizzeri e le svizzere all’estero – più urbani e progressisti, e che in genere votano più a sinistra – non abbiano respinto il testo in modo ancora più netto rispetto al resto del Paese.

Se si osserva il modo in cui hanno votato le città in Svizzera, aggiunge, si notano percentuali di approvazione variabili, che però sono particolarmente basse in alcune città come Berna (11% di “sì”), Zurigo (17%) o Basilea (19%).

Una “contrapposizione sulle questioni ambientali”

Anche l’iniziativa sull’alimentazione ha subito una vera e propria batosta alle urne. A livello nazionale, il 72,5% degli elettori e delle elettrici ha scritto un “no” nella propria scheda di voto. Anche in questo caso, tutti i Cantoni hanno respinto il testo.

Ma per quanto riguarda la Quinta Svizzera, il rifiuto è meno netto. Quasi il 37% dell’elettorato espatriato ha sostenuto il testo, ovvero 9 punti in più rispetto all’insieme della popolazione elvetica.

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Questo risultato era stato previsto dall’istituto gfs.bern. L’ultimo sondaggio della SSR prevedeva addirittura un tasso d’approvazione del 37% tra la Quinta Svizzera.

Per Agnese Zucca non c’è stata alcuna sorpresa “non solo perché si sa che gli svizzeri e le svizzere all’estero votano maggiormente a sinistra, ma anche perché negli ultimi anni si è osservata la stessa dinamica, ad esempio per la legge sul CO₂, per le iniziative sui pesticidi o sull’acqua potabile”.

“Chi vive all’estero ha spesso una maggiore sensibilità sulle questioni ambientali ed è quasi sempre in contrapposizione con la popolazione del Paese”, riassume.

Agnese Zucca aggiunge che le richieste di fondo dell’iniziativa erano nel complesso sostenute dalla popolazione svizzera. Sono state le questioni concrete, relative ad esempio al finanziamento o alla fattibilità delle misure, a far pendere infine l’ago della bilancia a favore del “no”.

“È ipotizzabile che gli svizzeri e le svizzere all’estero siano stati meno esposti a questi argomenti, ma anche che questi ultimi elementi abbiano meno peso per loro rispetto a chi risiede in patria”, osserva.

Une mobilisation moyenne

A livello nazionale, questa votazione ha mobilitato il 47% dell’elettorato – una percentuale che si colloca piuttosto nella parte bassa della media (49% negli ultimi cinque anni) e inferiore rispetto alle altre votazioni di quest’anno. Tra gli svizzeri e le svizzere all’estero, l’affluenza si è attestata al 24%, anch’essa nella media.

Questo tasso di partecipazione modesto non sorprende Agnese Zucca. L’iniziativa sulla neutralità era il motore di questa votazione. Tuttavia, “i primi sondaggi indicavano già che essa mobilitava soprattutto l’elettorato dell’Unione democratica di centro, ricorda. In seguito, è diventato abbastanza chiaro che non sarebbe riuscita a ottenere la maggioranza, il che spiega probabilmente perché non abbia suscitato una forte mobilitazione”.

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Traduzione dal francese e verifica di mar

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