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L’inflazione cresce più dei salari

Nel 2008, i salari scaturiti dagli accordi sui principali contratti collettivi di lavoro (CCL) cresceranno in media del 2,2%. Ma il rincaro è stimato al 2,5%.

Ciò vuol dire che nonostante l’incremento salariale più elevato degli ultimi anni, il potere d’acquisto rischia di diminuire dello 0,3%. Sarebbe il primo calo delle rimunerazioni reali dal 2000. Lo indica l’Ufficio federale di statistica (UST) in una nota pubblicata venerdì.

Se si osservano nel dettaglio i dati sugli aumenti salariali all’interno delle categorie principali garantite dal CCL, che riguardano circa 855’000 persone, si constata che 1,6 punti percentuali sono stati concessi a titolo collettivo, 0,6 su basi individuali.

I salari minimi – ossia i salari di base o i limiti inferiori di ciascuna classe salariale – sono cresciuti dell’1,8%. Nel settore secondario i salari sono progrediti in media dell’1,8% e nel terziario del 2,5%. I CCL di diritto pubblico registrano un adeguamento più consistente (+3,6%) rispetto a quelli di diritto privato (+2%), si legge ancora nella nota.

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