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Bimbi rapiti: appello ad agire

Talvolta l'adulto può rivelarsi il peggiore nemico del bambino Ex-press

Cento personalità elvetiche hanno firmato una lettera aperta al governo nella quale chiedono la creazione di un dispositivo nazionale di allarme che permetta di ritrovare al più presto i bambini scomparsi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2007 - 12:53

L'appello è stato sottoscritto da politici, artisti e sportivi conosciuti a livello internazionale. Fra questi spiccano il patron di Alinghi Ernesto Bertarelli e il campione del mondo di pattinaggio Stéphane Lambiel.

"Tutti i giudici istruttori, tutti i poliziotti sanno che le sorti dei bambini sequestrati vengono determinate nelle prime ore del rapimento", si spiega nel testo pubblicato dal quotidiano vallesano "Le Nouvelliste".

Secondo i promotori dell'iniziativa, la Svizzera dovrebbe ispirarsi all'esempio degli Stati Uniti, dal Canada e dalla Francia, dove non appena è denunciata la scomparsa di un bimbo, la notizia è subito diffusa dai media locali e su pannelli affissi nelle stazioni ferroviarie e nelle aree di servizio autostradali. Un sistema che ha permesso di salvare numerose vite.

Nella lettera si ricorda che già oggi la legislazione elvetica prevede l'obbligo per le radio e le televisioni di trasmettere messaggi urgenti della polizia.

Migliore coordinazione

Il tema del rapimento di bambini è tristemente tornato alla ribalta lo scorso mese, in seguito alla scomparsa nel canton Appenzello di Ylenia, una bimba di cinque anni. Ma casi simili sono sempre esistiti. La lettera aperta pubblicata giovedì non è il primo appello lanciato alle autorità affinché agiscano in modo più efficace.

Fondata nel 1995, la fondazione Fredi si occupa della ricerca di bambini scomparsi. Lo scorso mese di maggio ha lanciato una petizione nella quale chiede una migliore coordinazione fra i corpi di polizia regionali.

Nell'ambito dei rapimenti, il federalismo elvetico si rivela un ostacolo alla celere risoluzione del caso: "Ognuno dei 26 cantoni è infatti responsabile per il proprio corpo di polizia e difende la propria sovranità 'con le unghie e con i denti'", dice a swissinfo André Burgy, presidente della fondazione.

"La coordinazione intercantonale in taluni frangenti è purtroppo solo un mito", aggiunge. "Nel caso della scomparsa di Ylenia le autorità cantonali hanno sì collaborato, ma troppo lentamente. Quando Ylenia è stata dichiarata scomparsa ci sono voluti sei giorni prima che i corpi di polizia dei cantoni implicati cominciassero a collaborare. Inoltre la frontiera austriaca dista solo 15 km dal luogo in cui è avvenuto il rapimento...

"La coordinazione deve essere organizzata a livello federale, ad esempio dall'Ufficio federale di polizia", sostiene Burgy. "L'allarme deve essere lanciato non appena la polizia è stata informata".

Ruolo pubblico

Un'altra soluzione consiste nella diffusione di messaggi e fotografie per avvisare al più presto la popolazione del rapimento.

Secondo gli esperti tale opzione è realizzabile sia dal punto di vista tecnico che da quello legale.

Tuttavia, Burgy nutre qualche dubbio su questo sistema, poiché teme che, sentendosi braccati, i rapitori reagiscano male e adottino misure drastiche.

"Agiamo subito, senza ulteriori ritardi. Per salvare una vita - anche solo una vita - vale la pena che i rappresentanti del governo, degli uffici federali competenti, dei cantoni e dei media si riuniscano per trovare insieme una soluzione", conclude.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Secondo le statistiche della polizia, nel 2006 in Svizzera sono scomparsi 1593 bambini e nel 2005 1109.
Nella maggior parte dei casi si è trattato di semplici fughe e i minori scomparsi sono stati rapidamente ritrovati.

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La scomparsa di Ylenia

Ylenia, una bimba di cinque anni e mezzo, è stata vista l'ultima volta il 31 luglio scorso, mentre usciva dalla piscina vicino alla sua abitazione, nel canton Appenzello.

La sera stessa la polizia ha ritrovato alcuni effeti personali di Ylenia (casco, zainetto e monopattino) in bosco a 30 km da casa sua.

Il giorno seguente nello stesso luogo è stato rinvenuto il cadavere di un uomo, che presumibilmente si è suicidato con una pistola. Nel suo furgoncino sono stati rinvenuti degli oggetti appartenenti ad Ylenia, il che lascia presupporre che il veicolo sia servito a trasportare la bimba fino al bosco.

La polizia presume che il suicida sia implicato anche in altri casi di rapimento di bambini avvenuti a partire dagli anni Ottanta.

Dopo questa tragedia, in Svizzera le vendite di cellulari per permettere ai genitori di rintracciare rapidamente i loro figli sono quadruplicate.

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