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Borsa svizzera: mattinata in ribasso

(Keystone-ATS) La Borsa svizzera si conferma in ribasso, sulla scia dei timori per la situazione in Turchia: alle 11.30 l’indice dei valori guida SMI segnava 8990,68 punti, in flessione dello 0,45% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,47% a 10’716,74 punti.

Il perdurare delle tensioni sui mercati valutari – con la lira turca che ha toccato un nuovo minimo sul dollaro – spingono gli investitori a muoversi con i piedi di piombo. Le incertezze rimettono in primo piano il franco quale valore relativamente sicuro: l’euro è così sceso sotto 1,13 franchi, a minimi che non si registravano più dall’agosto 2017.

Sorvegliati speciali, in relazione alla crisi turca, rimangono i bancari UBS (-0,99%), Credit Suisse (-1,57%) e Julius Bär (-0,59%). Le vendite interessano nel comparto assicurativo anche Zurich (-0,34%), ma non Swiss Life (+0,40%) e Swiss Re (+0,34%).

Male orientati sono pure i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,67%), Adecco (-0,41%), LafargeHolcim (-0,77%) e Sika (-0,72%). Nel segmento del lusso Swatch (-0,89%) si difende solo un po’ meglio di Richemont (-1,22%).

Una certa resistenza è offerta da Nestlé (-0,07%), mentre già più staccati sono gli altri due pesi massimi difensivi, Roche (-0,52%) – che ha fornito novità sul suo preparato Xolair – e Novartis (-0,64%).

Nel mercato allargato Aryzta (-3,65%) ha confermato l’aumento di capitale riguardo al quale da tempo circolavano speculazioni. GAM (-2,84%) ha liquidato i fondi gestiti dal manager sospeso.

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