Fallimenti: netto aumento da settembre
A partire dal mese di settembre, 1'221 imprese svizzere hanno dichiarato bancarotta. L'anno scorso erano state 993, quasi un quinto in meno. Inoltre, negli ultimi tre mesi sono state fondate 8'416 aziende, il 4,7% in meno rispetto al 2007.
La società di consulenza economica Dun & Bradstreet (D&B), che ha elaborato i dati, afferma che sulla Svizzera incombe un’ondata di fallimenti. I problemi di liquidità delle aziende sono dimostrati anche dalla minor propensione a pagare le fatture per tempo: nell’arco di un anno i ritardi medi sono passati da 11,6 giorni a 16,1.
Anche le previsioni per l’intero anno sono negative: D&B pronostica circa 4’050 fallimenti, l’1,5% in più rispetto al 2007. La crisi finanziaria acuitasi in ottobre dovrebbe quindi annullare il calo di fallimenti dei primi mesi dell’anno.
Non tutte le regioni sono però colpite allo stesso modo: nei cantoni di Zurigo, Argovia, Berna, Vaud, Svitto, Friburgo e Vallese dopo 11 mesi i fallimenti sono ancora meno dell’anno scorso, anche se negli ultimi mesi la situazione è peggiorata.
Il record negativo spetta al canton Lucerna, dove i fallimenti sono aumentati di circa il 50% rispetto agli ultimi due anni. In Ticino i fallimenti nei primi 11 mesi del’anno sono passati dai 270 del 2007 a 307 quest’anno (+14%). Anche i due cantoni di Appenzello, Glarona e Nidvaldo hanno registrato un’evoluzione negativa.
I fallimenti variano da settore a settore: nell’industria farmaceutica e chimica sono dimezzati, e sono diminuiti anche nell’informatica, nelle società di collocamento, nell’industria orologiera e di precisione.
Nell’industria tessile, invece, l’aumento dei fallimenti rispetto all’anno scorso è pari al 60%. Più bancarotte anche tra gli studi di architettura, gli artigiani, nella vendita al dettaglio, nell’industria dell’auto e nelle amministrazioni immobiliari.
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