Scudo fiscale, botta e risposta tra Italia e Svizzera
Il Ticino e la sua piazza finanziaria denunciano una campagna mediatica scorretta da parte dell'Italia. Il ministro italiano dell'economia ribadisce che i capitali depositati in Svizzera non possono essere regolarizzati e vanno quindi rimpatriati.
La regolarizzazione dei capitali illecitamente trasferiti all’estero da cittadini italiani prevista dallo scudo fiscale non può essere applicata alla Svizzera. Tremonti lo ha riaffermato il 15 ottobre, nel corso di una conferenza stampa. Dalla Confederazione sarà possibile solo il rimpatrio di capitali.
La Svizzera è stata sì depennata dalla lista grigia dell’OCSE, ma non ha ancora un nuovo accordo con l’Italia. Tremonti ha spiegato che «la regolarizzazione è una dichiarazione di attivi all’estero che vengono attratti alla giurisdizione italiana. L’attivo resta tuttavia all’estero. Il rimpatrio è invece il passaggio fisico dell’attivo in Italia. La regolarizzazione si applica solo ai paesi la cui normativa è compatibile con quella dell’Unione europea», quindi non alla Svizzera.
Le dichiarazioni di Tremonti seguono di un giorno la pubblicazione sui giornali italiani di inserzioni a pagamento che recitano: «Il segreto bancario in Svizzera esiste ancora». La campagna, che vuole informare i clienti italiani sulle garanzie ancora offerte dalle banche svizzere, è finanziata in parte dal canton Ticino.
Sempre il 14 ottobre, c’è stato un incontro tra il governo del canton Ticino, l’Associazione bancaria ticinese e il municipio di Lugano nel corso del quale si è deciso di chiedere un intervento della Confederazione, che aveva difeso la sua politica fiscale in seguito agli attacchi del ministro tedesco Peer Steinbrück, ma che sembra ora dimenticare il Ticino.
Al termine dell’incontro, il presidente dell’Associazione bancaria ticinese Claudio Generali, ha dichiarato ai microfoni della Radiotelevisione svizzera che il cosiddetto rimpatrio giuridico dei capitali è possibile e previsto dalla circolare 43 dell’Agenzia italiana delle entrate: attraverso una fiduciaria con sede in Italia si possono dichiarare capitali al fisco italiano pur mantenendoli materialmente in Svizzera. Questa possibilità non viene però menzionata dal governo e dalla stampa italiana, che si concentrano sulla «regolarizzazione», non ammessa per la Svizzera. È uno dei motivi per cui il mondo economico e politico ticinese ritiene che in Italia sia in atto una campagna mediatica scorretta.
swissinfo.ch e agenzie
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