The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

In Svizzera il clima preoccupa, ma non è (più) una priorità

materiale informativo sull'iniziativa per un fondo per il clima appoggiato su un armadietto
L'iniziativa per un fondo per il clima è stata respinta in votazione popolare l'8 marzo 2026. Keystone / Peter Klaunzer

Il cambiamento climatico è tra le principali preoccupazioni della popolazione svizzera. Tuttavia, la maggior parte dei cittadini e delle cittadine non vuole investire più soldi nella transizione ecologica, come dimostrato dal “no” all’iniziativa per il fondo per il clima. Perché?

L’esito delle urne è stato chiaro: il popolo svizzero non vuole aumentare i finanziamenti pubblici per il clima, o perlomeno non nella forma auspicata dalla sinistra e dal Partito ecologista. Domenica, quasi il 71% delle persone votanti ha respinto l’iniziativa che chiedeva di investire ogni anno fino all’1% del Prodotto interno lordo in misure a protezione del clima e della natura (iniziativa per un fondo per il clima). 

Nel contesto attuale è difficile ottenere un consenso attorno a una proposta che comporta dei costi, ma che nessuno sa come finanziare, analizza Cloé Jans, politologa dell’istituto gfs.bern. “Oggi la gente è più prudente”, dice a Swissinfo.

“Molte persone temevano di dover pagare di tasca propria, per esempio attraverso un aumento dell’IVA.”

Cloé Jans, politologa

In Svizzera è in corso il dibattito sul finanziamento della tredicesima rendita di vecchiaia AVS, approvata in votazione popolare nel 2024, e dell’aumento delle spese militari. L’iniziativa per un fondo per il clima è la terza proposta in cui mancava una definizione precisa della provenienza dei fondi, sottolinea Cloé Jans. “Molte persone temevano di dover pagare di tasca propria, per esempio attraverso un aumento dell’IVA”. 

Anche Lena Maria Schaffer, professoressa di scienze politiche all’Università di Lucerna, afferma che la gente è meno propensa ad accettare idee che comportano costi aggiuntivi o modifiche del proprio stile di vita. “Lo vediamo nei sondaggi internazionaliCollegamento esterno: l’89% delle persone sostiene i Governi devono fare di più per contrastare il cambiamento climatico, ma quando gli interventi toccano la sfera individuale, si è molto più esitanti”, dice a Swissinfo.   

Ma non sono solo le specificità dell’iniziativa e gli aspetti finanziari ad aver svolto un ruolo alle urne. Al momento ci sono temi considerati più importanti del clima, come la situazione economica, l’aumento del costo della vita e la sicurezza, dice Cloé Jans. “Il clima non è la priorità principale”.

>> L’elettorato svizzero si è espresso su numerose questioni legate al clima. Ecco le principali:

Altri sviluppi

“Oggi è più accettabile relegare il clima in secondo piano” 

Il clima è sempre molto presente nella percezione pubblica, rileva Cloé Jans. Secondo il Barometro delle apprensioniCollegamento esterno pubblicato a fine 2025, la tutela dell’ambiente e il cambiamento climatico sono al secondo posto delle preoccupazioni della popolazione svizzera. Al primo ci sono i costi sanitari e l’aumento dei premi delle casse malati. 

Il clima è tra le principali apprensioni, ma attualmente le priorità sono altre, insiste la politologa. “Ci troviamo in un contesto di crisi, sia a livello economico che geopolitico, con le guerre in Ucraina e in Medio Oriente”. 

Rispetto a qualche anno fa, oggi viviamo in un mondo diverso, dice Cloé Jans. Lo si vede anche in altri Paesi, per esempio negli Stati Uniti, dove l’amministrazione Trump ha smantellato la politica climatica del suo predecessore e ritirato il Paese dall’Accordo di Parigi sul clima. 

Per ora non ci sono indicazioni che la svolta statunitense sul clima abbia influito sul comportamento elettorale in Svizzera, dice Cloé Jans. “È però chiaro che oggi è più accettabile relegare il clima in secondo piano”. 

+ Leggi: La disinformazione ritarda le azioni urgenti per il clima

Meno articoli e meno soldi per il clima 

Il calo d’interesse per la questione climatica è stato evidente anche durante il periodo che ha preceduto il voto di domenica. L’iniziativa per il fondo per il clima ha avuto una presenza marginale nel dibattito pubblico, dominato invece dalla proposta di ridurre il canone radiotelevisivo (iniziativa SSR) e dalla riforma della tassazione individuale. 

Lo conferma anche l’analisi della copertura mediatica dedicata agli oggetti in votazione: l’iniziativa SSR è stata al centro di 416 articoli e servizi televisivi, contro i 229 sull’imposizione individuale e i 124 sull’iniziativa sul clima. I dati provengono dal monitoraggio dei media del fögCollegamento esterno, l’Istituto di ricerca sull’opinione pubblica e la società dell’Università di Zurigo, realizzato tra il 15 dicembre 2025 e il 15 febbraio 2026. 

Anche i fondi investiti nelle campagne elettoraliCollegamento esterno riflettono la perdita di popolarità del cambiamento climatico rispetto a questioni percepite come più concrete e con effetti immediati sul portafoglio. Le campagne a favore e contro l’iniziativa per clima hanno mobilitato complessivamente circa 2,3 milioni di franchi, meno della metà dei mezzi finanziari utilizzati per l’iniziativa SSR (circa 5,9 milioni). 

Per Cloé Jans, “il clima non seduce più come nel 2019”. In quell’anno, una forte mobilitazione popolare aveva contribuito al successo del Partito ecologista alle elezioni federali. Il clima, spiega, è entrato nell’agenda politica grazie a un forte pressione dell’opinione pubblica e della società civile. “Al momento, questa pressione non esiste più”.  

Molte persone hanno l’impressione che si sia già fatto abbastanza per la protezione del clima e che gli strumenti esistenti della politica climatica svizzera siano sufficienti, ha affermato alla Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRFCollegamento esterno Lukas Golder, anch’egli politologo al gfs.bern.

>> I progressi nella riduzione delle emissioni in alcuni settori in Svizzera sono troppo lenti, secondo un rapporto internazionale:

Altri sviluppi
auto in coda

Altri sviluppi

Adattamento climatico

La Svizzera migliora nella classifica globale sul clima, ma i progressi sono lenti

Questo contenuto è stato pubblicato al La Svizzera è salita di sette posizioni in un’importante classifica internazionale sulla performance climatica. Tuttavia, non sta ancora riducendo abbastanza rapidamente le emissioni domestiche.

Di più La Svizzera migliora nella classifica globale sul clima, ma i progressi sono lenti

Cambiamento climatico, un concetto troppo astratto 

Cloé Jans sottolinea un altro aspetto. Sebbene la gente sia consapevole che sia necessario agire ora, il clima – e le sue ripercussioni – rimangono concetti troppo astratti. “Ci si rende conto che ci sono inondazioni e ondate di calore più intense, ma le conseguenze più gravi si manifesteranno solo tra una ventina d’anni”, spiega. 

Anche Delphine Klopfenstein Broggini, deputata ecologista al Parlamento svizzero, rileva che è difficile convincere quando si tratta di questioni climatiche, perché si inseriscono nel lungo termine. “In questa società del ‘tutto e subito’, la popolazione fa fatica a capire che, se non agiamo ora di fronte alla crisi climatica, le conseguenze saranno ancora più gravi”, ha detto al quotidiano 24heuresCollegamento esterno

Dalla guerra in Iran un nuovo slancio per la questione climatica? 

Sempre su 24heures, la vicepresidente dei Verdi liberali Céline Weber sostiene che è sbagliato pensare che basti investire più denaro per risolvere la crisi. “Dobbiamo mostrare alla popolazione che la lotta contro il riscaldamento climatico è anche un’opportunità per la Svizzera di puntare sulla propria indipendenza energetica e di creare posti di lavoro”, ha detto. 

La professoressa Lena Maria Schaffer concorda: il clima, e in particolare la transizione energetica, non è più un tema isolato su cui semplicemente ci si schiera a favore o contro. Le sue ricadute toccano oramai numerosi ambiti della vita quotidiana e si intrecciano anche con i grandi sconvolgimenti geopolitici mondiali. 

Con la guerra in Iran, osserva Schaffer, cresce la preoccupazione per l’aumento dei prezzi dell’energia. Questioni quali la dipendenza dal petrolio e dai regimi autocratici stanno tornando al centro del dibattito. “Tutto questo potrebbe ridare slancio alla questione climatica”. 

I conflitti che hanno messo in secondo piano la crisi climatica potrebbero ora riportarla sotto i riflettori? Lo si vedrà già a breve, quando il Parlamento svizzero discuterà dell’iniziativa per costruire nuove centrali atomiche e di quella per potenziare il solare in Svizzera.

Contenuto esterno

A cura di Samuel Jaberg 

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR