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Cassis ha avuto colloqui “fruttuosi” a Pyongyang

Keystone-SDA

La Corea del Nord si è mostrata molto interessata alla riapertura dell'ufficio diplomatico svizzero a Pyongyang. Lo afferma Ignazio Cassis, il quale ha avuto ieri due ore di colloqui "fruttuosi" con la ministra degli Esteri nordcoreana Choe Son-hui.

(Keystone-ATS) Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha concluso ieri una visita di due giorni a Pyongyang, dove ha partecipato, tra l’altro, alla riapertura dell’ufficio diplomatico svizzero nella capitale nordcoreana. È stato il primo membro del Consiglio federale a recarsi in Corea del Nord, dopo Micheline Calmy-Rey nel 2003.

L’obiettivo di questa rappresentanza diplomatica permanente è quello di riallacciare il dialogo con le autorità nordcoreane, ha ribadito oggi Ignazio Cassis, in un’intervista a Keystone-ATS. Si tratta di “un riavvicinamento delle relazioni” tra i due Paesi, ha aggiunto.

Oltre ai colloqui con la ministra degli Esteri nordcoreana, il consigliere federale ha incontrato anche un rappresentante del Comitato centrale del Partito del Lavoro di Corea, Jo Yong-won, con cui ha discusso di sicurezza. Non ha invece incontrato il leader nordcoreano Kim Jong-un.

I colloqui hanno permesso di gettare le basi per futuri progetti legati all’alimentazione e alla salute, ha precisato il ticinese. Di fronte alla recrudescenza delle tensioni che sta attualmente interessando la penisola coreana, ha inoltre offerto i buoni uffici della Svizzera, una proposta che, secondo lui, è stata accolta con favore.

Quattro persone

L’ufficio diplomatico di Pyongyang era stato chiuso nel marzo 2020 a causa della pandemia di Covid-19. Dipendente dall’ambasciata svizzera a Pechino, che rimane competente per le relazioni diplomatiche e consolari con la Corea del Nord, è stato riaperto il 19 ottobre.

Il rappresentante diplomatico a Pyongyang è Sylvain Astier, ex inviato speciale della Svizzera per il Corno d’Africa, ha spiegato il capo della diplomazia svizzera. È affiancato da tre collaboratori locali. Il numero del personale diplomatico svizzero a Pyongyang potrebbe aumentare a seconda dei progetti, ha sottolineato Cassis.

Dopo la Corea del Nord, Cassis si è recato a Seul, dove ha riferito in merito ai colloqui tenuti a Pyongyang. I responsabili sudcoreani hanno mostrato un “grande interesse” per la riapertura dell’ufficio diplomatico, ha aggiunto il consigliere federale. I colloqui sono stati molto cordiali in Corea del Sud, con la quale la Svizzera intrattiene ottime relazioni, ha precisato Cassis.

In Corea del Sud, Il capo della diplomazia svizzera ha incontrato il consigliere per la sicurezza nazionale Wi Sung-lac e il viceministro degli Affari esteri Jeong Yeondoo, indica una nota del DFAE. I colloqui hanno riguardato la sicurezza nella penisola coreana, le prospettive di allentamento delle tensioni regionali e le relazioni bilaterali tra la Svizzera e la Repubblica di Corea.

Riaffiorare delle tensioni

La Svizzera intrattiene relazioni diplomatiche con la Corea del Nord dal 1974 e con la Corea del Sud dal 1963. Dal 2003 porta avanti un dialogo politico regolare con Pyongyang.

Dal 1953 la Svizzera partecipa alla sorveglianza del cessate il fuoco stipulato nello stesso anno tra la Corea del Nord e la Corea del Sud. In questo contesto, cinque ufficiali svizzeri sono di stanza a Panmunjom, nell’ambito della Commissione di supervisione delle nazioni neutrali (NNSC), insieme a cinque ufficiali svedesi.

La commissione accompagna le ispezioni, osserva determinate attività militari e riferisce in modo indipendente sul rispetto dell’accordo. Cassis ha precisato di non aver incontrato gli osservatori svizzeri nella zona demilitarizzata durante il suo viaggio, come invece aveva fatto alcuni anni fa. Ha ricevuto una “analisi approfondita” della situazione dal maggiore generale Ivo Burgener, capo della missione svizzera presso la NNSC.

Da qualche tempo la regione registra un aumento degli incidenti legati alla Corea del Nord. A settembre, tre soldati sudcoreani sono rimasti feriti dall’esplosione di due mine nordcoreane nella zona demilitarizzata (DMZ), posizionate, secondo Seul, sul proprio lato del confine, cosa che Pyongyang ha categoricamente negato. Un’indagine congiunta condotta da Seul e dall’ONU all’inizio di ottobre ha concluso che la Corea del Nord aveva piazzato queste mine più di un anno fa.

La Corea del Nord e la Corea del Sud rimangono tecnicamente in stato di guerra, poiché il loro conflitto del 1950-1953 si è concluso con un armistizio e non con un trattato di pace.

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