Oggi in Svizzera: speciale votazioni
Care svizzere e cari svizzeri all’estero,
I sondaggi in vista delle votazioni di oggi non sono stati smentiti. Sia l'iniziativa sulla neutralità sia quella sull'alimentazione sono state nettamente respinte dal popolo elvetico.
Mentre il destino dei due testi di livello federale sembrava già segnato, così non era per diverse votazioni cantonali.
Buona lettura!
Il popolo elvetico ha detto un secco “no” all’iniziativa sulla neutralità. Il testo che voleva sancire nella Costituzione elvetica una concezione più restrittiva della neutralità è stato respinto dal 70,2% di chi ha votato.
L’iniziativa “Salvaguardia della neutralità svizzera”, lanciata dagli ambienti della destra conservatrice , intendeva impedire che la Confederazione potesse adottare sanzioni nei confronti degli Stati belligeranti, al di fuori quelle decise dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Secondo il campo del “sì”, la neutralità elvetica è andata persa quando la Svizzera ha adottato le sanzioni dell’UE nei confronti della Russia.
L’unico grande partito schieratosi a favore del testo era l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice). Uno dei suoi rappresentanti in Consiglio nazionale, Yvan Pahud, ha dichiarato che, malgrado la sconfitta, l’iniziativa ha almeno avviato un dibattito sul tema. Pahud ha inoltre espresso la speranza che Berna possa continuare a svolgere un ruolo nel facilitare la pace, in particolare tra Russia e Ucraina, nonostante si sia “schierata con un blocco”, ha aggiunto.
“Il voto contrario invia un segnale ai Paesi vicini, indicando che la Svizzera fa parte dell’architettura occidentale dello Stato di diritto e della sicurezza”, ha commentato invece la consigliera agli Stati del Centro Marianne Binder-Keller.
Come leggere la netta sconfitta dell’iniziativa sulla neutralità? Swissinfo analizza il risultato, elencando le lezioni da trarre sul tema della neutralità.
La guerra in Ucraina e la ripresa delle sanzioni europee nei confronti della Russia hanno rimesso la neutralità elvetica al centro del dibattito politico, riesumando un concetto che sembrava ormai relegato ai libri di storia. Oggi il popolo ha ribadito che la neutralità è uno strumento che deve evolvere. Il Governo deve porter disporre di un margine di manovra per adattarne l’applicazione agli sconvolgimenti geopolitici.
L’argomento del campo promotore secondo cui una neutralità rigida avrebbe conferito alla Svizzera più credibilità come fornitrice di buoni uffici e mediazione non ha funzionato. L’elettorato si è schierato dalla parte di chi, invece, sosteneva che il Paese depositario delle Convenzioni di Ginevra, accettando il testo, avrebbe dato l’impressione di trattare allo stesso modo aggrediti e aggressori, quindi privilegiando di fatto i secondi.
A pesare sul risultato, analizza Swissinfo, è stata inoltre la percezione da parte della cittadinanza del carattere pro-russo dell’iniziativa. Nonostante il campo del “sì” abbia tentato di minimizzare questo aspetto, il sostegno espresso all’iniziativa dalla portavoce del Ministero degli esteri russo Maria Zakharova all’inizio della campagna aveva già dettato il tono.
Nel rifiuto si può leggere anche la diffidenza di una parte importante del popolo nei confronti delle reali motivazioni dell’ex consigliere federale Christoph Blocher, in prima linea a difesa del testo. L’azienda che l’ha reso multimiliardario, EMS, ha continuato a fare affari in Russia anche dopo l’invasione dell’Ucraina. Oppositori e oppositrici al testo hanno insistito molto sul sospetto che più che battersi per la neutralità, Blocher stesse lottando solo per i suoi interessi economici.
L’iniziativa sull’alimentazione, che voleva aumentare il grado di autosufficienza alimentare della Svizzere dal 46% al 70%, è stata anch’essa bocciata nettamente dal popolo, con il 72,5% di voti contrari.
Il testo chiedeva di adeguare la politica agricola per incoraggiare la produzione e il consumo di derrate alimentari di origine vegetale anziché animale. Domandava inoltre la promozione di un’agricoltura e di un settore agroalimentare sostenibili e rispettosi del clima, nonché la protezione delle risorse idriche sotterranee.
All’inizio della campagna, dai sondaggi emergeva un sostanziale equilibrio tra il campo del “no” e quello del “sì”. Con l’avvicinarsi della domenica di votazione, però, il sostegno all’iniziativa si è rapidamente eroso. A schierarsi a favore è stata solo la sezione giovanile dei Verdi. Neanche le principali organizzazioni ambientaliste si sono espresse a favore.
L’obiettivo del 70% di autosufficienza alimentare è stato il punto più criticato. Chi si è opposto sosteneva che questa quota fosse irrealistica e che l’unico modo per raggiungerla sarebbe stato un drastico intervento dello Stato volto a limitare il consumo di carne e di alimenti di origine animale, una sorta di “diktat vegano”, come denunciato dai manifesti apparsi durante la campagna.
Oggi si votava anche su diversi temi di livello cantonale. Dal voto ai 16enni alla gratuità dei contraccettivi, ripercorriamo alcuni dei risultati più rilevanti di questa domenica.
Il 53% del popolo del canton Vaud ha votato a favore di un’iniziativa che chiedeva un alleggerimento del 12% dell’imposta cantonale sul reddito e sulla fortuna. Per sinistra e sindacati si tratta di “un regalo ai ricchi” che inevitabilmente porterà a tagli nei servizi pubblici. La destra e gli ambienti economici vi vedono invece un modo per migliorare l’attrattività fiscale del cantone e dare più potere d’acquisto alla classe media.
Nei Grigioni l’introduzione del diritto di voto a 16 anni è stata respinta dal 67% dell’elettorato. Il canton Glarona rimane quindi l’unico nel quale 16enni e 17enni possono votare a livello cantonale.
A Ginevra il popolo ha approvato un credito di 39,5 milioni di franchi per la creazione di infrastrutture transfrontaliere per la mobilità. Servirà a cofinanziare progetti nella vicina Francia. Ginevrini e ginevrine hanno anche detto “sì” alla creazione da parte del Cantone di un quadro legale per coprire i costi legati alla contraccezione. Il testo esige che la gratuità si applichi senza distinzioni per età o reddito e riguardi tutti i metodi contraccettivi la cui efficacia è riconosciuta, come la pillola del giorno dopo o i preservativi.
L’elettorato del canton Zurigo ha approvato l’obbligo per case per anziani, strutture di cura, ospedali e cliniche di riabilitazione di consentire il suicidio assistito. Questo vale sia per le strutture pubbliche sia per quelle private. Si tratta di una prima nella Svizzera tedesca.
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