Oggi in Svizzera
Care svizzere e cari svizzeri all’estero,
nei corridoi di Palazzo federale la tensione è palpabile. Si percepisce che il dibattito parlamentare più importante della legislatura è in corso. Questa mattina, i sostenitori del pacchetto di accordi tra la Svizzera e l'UE hanno ottenuto un'importante vittoria.
Il Consiglio degli Stati ha approvato senza difficoltà le 14 misure volte a evitare il dumping salariale e la concorrenza sleale in Svizzera. Ma la tensione non è destinata a calare, anzi. I senatori devono ancora decidere se i Bilaterali III saranno sottoposti alla doppia maggioranza di popolo e Cantoni oppure solo a quella del popolo.
Buona lettura,
Era uno dei principali punti di attrito nei dibattiti sul pacchetto di accordi tra la Svizzera e l’Unione Europea. Il Consiglio degli Stati ha infine approvato mercoledì la più controversa delle 14 misure proposte dal Consiglio federale per proteggere i salari sul territorio nazionale.
La misura numero 14 avrebbe avuto il potenziale di far naufragare l’intero pacchetto dei Bilaterali III. Prevede una migliore protezione contro il licenziamento per i rappresentanti del personale nelle imprese. Nonostante la controversia che ha suscitato, ha infine superato l’esame del Consiglio degli Stati senza difficoltà. Il sostegno dei sindacati al pacchetto di accordi è così assicurato.
Nel corso dei dibattiti, il senatore socialista e presidente dell’Unione sindacale svizzera, Pierre-Yves Maillard, ha ricordato che l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) chiedeva alla Svizzera di rafforzare la protezione dei rappresentanti del personale dal 2004. Ha inoltre insistito sul carattere “modesto” della misura, che riguarderà soltanto 5-6 casi all’anno.
Il campo borghese si opponeva a questa misura, ritenendo che non riguardasse direttamente il pacchetto di accordi. Il consigliere agli Stati del Centro e presidente dell’Unione svizzera delle arti e mestieri, Fabio Regazzi, ha invitato il plenum a respingerla, pur essendosi dichiarato favorevole alle altre 13. I dibattiti sul pacchetto di accordi sono proseguiti nel pomeriggio.
Tutti sono d’accordo nel puntare il dito sull’impennata dei premi dell’assicurazione malattia, ma i rimedi dividono. All’indomani dell’annuncio di un aumento medio del 5% per l’anno prossimo, la stampa svizzera ritiene che questo onere sempre più gravoso sulle economie domestiche potrebbe favorire soluzioni radicali, come la cassa malati unica.
Assicurati e assicurate si sono svegliati questa mattina con i sudori freddi, dopo l’annuncio di un nuovo aumento dei premi dell’assicurazione malattia obbligatoria. I media propongono un’ampia gamma di trattamenti, prescritti da medici, ospedali, assicuratori, partiti o sindacati.
Gli attori del settore sanitario reclamano meno burocrazia, i partiti di destra vogliono ridurre le prestazioni inutili e gli incentivi sbagliati, mentre la sinistra vuole intervenire sulla ripartizione del conto. “Chi semina i costi raccoglie la cassa unica”, ammonisce l’editoriale di Le Temps.
Secondo il quotidiano francofono, le economie domestiche non accettano più un sistema che comporta aumenti ricorrenti. La stampa germanofona arriva alla stessa diagnosi: “Se non si riesce a limitare l’aumento annuo dei costi al 2 o 3%, le rivendicazioni a favore di una cassa unica potrebbero raccogliere una maggioranza”, stima il Bund.
La ministra della sanità Elisabeth Baume-Schneider gela tuttavia le speranze di chi credeva ancora nella guarigione. “Annuncerà un giorno una riduzione dei premi?”, le chiede Le Temps. La risposta è tutt’altro che incoraggiante: “Non credo. Ma voglio essere corresponsabile di un migliore controllo dei costi. Questo aumento del 5% non deve diventare un ritmo di crociera: bisogna arrivare a una percentuale più bassa.”
Adeguare le rendite AVS al potere d’acquisto nel Paese di residenza degli svizzeri e delle svizzere all’estero e inasprire le condizioni di accesso all’AVS per le persone straniere. È quanto chiede l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) in un documento di posizione sulla riforma che mira a stabilizzare le finanze dell’AVS per il periodo 2030-2040.
L’UDC torna ad attaccare le rendite AVS dei cittadini e delle cittadine elvetiche residenti all’estero. Il partito chiede che le rendite versate fuori dai confini della Confederazione siano calcolate tenendo conto del potere d’acquisto nel Paese di residenza interessato, riporta martedì il Blick. Una persona che vive in Thailandia percepirebbe, ad esempio, una rendita AVS più bassa.
Oggi, una persona che versa contributi per almeno un anno all’AVS ha diritto a una rendita, seppur minima. L’UDC vuole portare questa durata a cinque anni. Le persone che si stabiliscono in Svizzera a metà della loro vita dovrebbero inoltre versare contributi più elevati.
Obiettivo del partito: rendere più difficile l’ottenimento di una rendita svizzera per le persone straniere. “Abbiamo un problema con le prestazioni sociali che vanno all’estero. Questo irrita la gente”, afferma la consigliera nazionale UDC Diana Gutjahr.
Lei stessa, tuttavia, ammette che le probabilità che le proposte del partito vadano in porto siano “piuttosto basse”. Non è la prima volta che l’UDC attacca le prestazioni sociali accordate agli svizzeri e alle svizzere all’estero e alle persone straniere che hanno lasciato la Confederazione, ma le sue rivendicazioni non hanno mai ottenuto una maggioranza.
Nespresso punta tutto sull’alluminio: la filiale di Nestlé ha deciso di abbandonare le capsule compostabili, appena tre anni dopo il loro lancio.
Lo specialista del caffè in cialde giustifica la decisione con i riscontri negativi dei consumatori riguardo alla loro durata di conservazione. Dopo l’apertura della confezione, era consigliato consumarle entro quattro settimane, mentre le capsule in alluminio possono conservarsi per un anno.
Il marchio si dice ora “più convinto che mai” che l’alluminio sia il materiale migliore per preservare gli aromi e la qualità dei suoi caffè. Intende concentrarsi sul miglioramento del tasso di riciclo delle sue capsule classiche. In Svizzera, il 73% delle capsule utilizzate a domicilio veniva riciclato alla fine del 2025.
In parallelo a questo cambio di rotta, Nespresso cerca di ringiovanire la propria clientela. Il marchio, che festeggia i suoi 40 anni, punta ora su un nuovo volto: la cantante Dua Lipa ha preso il posto dell’attore George Clooney. Sviluppa inoltre la sua offerta con caffè freddi, formati grandi e ricette aromatizzate, ad esempio allo yuzu (un agrume giapponese).
Tradotto dal francese e verificato da: Zz
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