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La sessione autunnale si preannuncia esplosiva: accordi con l’UE, finanziamento dell’esercito e Mercosur 

foto parlamento svizzero
A Palazzo federale, a Berna, dal 14 settembre al 2 ottobre si terrà la sessione autunnale delle Camere federali. Keystone / Keystone / Peter Schneider

Parti del nuovo pacchetto di accordi tra Svizzera e UE approdano per la prima volta alle Camere federali. Oltre alle doppie cittadinanze e agli oggetti in votazione popolare, la sessione autunnale propone altri temi di particolare interesse per le svizzere e gli svizzeri all’estero.  

Sarà il Consiglio degli Stati ad avviare, durante la sessione autunnale, tre giorni di dibattito sul pacchetto di accordi con l’Unione Europea (UE). Tra i temi chiave figurano il recepimento dinamico del diritto europeo, la protezione dei salari e una clausola di salvaguardia nel caso di un’immigrazione eccessiva in Svizzera. 

Dal 28 settembre si discuterà anche se gli accordi con l’UE debbano essere sottoposti soltanto a referendum facoltativo. La questione è se sia sufficiente la maggioranza semplice del popolo oppure se, come chiedono diversi membri del Consiglio degli Stati, sia necessario un referendum obbligatorio e quindi anche la più difficile maggioranza dei Cantoni. 

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Sempre Andrea Caroni, membro del Consiglio degli Stati nel Consiglio nazionale

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Maggioranza dei Cantoni per gli accordi tra Svizzera e UE? Il Parlamento prende tempo

Questo contenuto è stato pubblicato al Il Consiglio degli Stati doveva discutere giovedì se sottoporre a referendum obbligatorio il nuovo pacchetto d’accordi con l’Unione Europea. Una scelta che rischia di pesare molto sul risultato di una votazione. La Camera dei Cantoni ha per ora deciso di non decidere, rinviando il dossier in commissione.

Di più Maggioranza dei Cantoni per gli accordi tra Svizzera e UE? Il Parlamento prende tempo

La Commissione della politica estera, competente in materia, sostiene chiaramente il pacchetto di accordi tra Svizzera e UE. La Commissione dell’economia si è mostrata più scettica e alcuni membri del Consiglio degli Stati sembrano comunque determinati a sabotare i nuovi accordi con Bruxelles: un colpo basso qui, un attacco nascosto là, altrove un ostacolo piazzato deliberatamente. 

Per le svizzere e gli svizzeri residenti all’estero, il nuovo pacchetto di accordi con l’UE riveste una certa importanza. Una grande parte di loro vive nello spazio europeo e beneficia direttamente della libera circolazione delle persone e della sicurezza giuridica generale derivante dagli accordi bilaterali tra Berna e Bruxelles. 

Richieste controverse dell’Unione democratica di centro 

Per il resto, la sessione autunnale offre pochi temi che riguardino direttamente la diaspora svizzera. 

Alcune persone emigrate potrebbero tuttavia essere interessate da una richiesta dell’Unione democratica centro (UDC, destra conservatrice), all’ordine del giorno della sessione: impedire il trasferimento abusivo all’estero delle prestazioni complementariCollegamento esterno

Queste prestazioni spettano soltanto alle persone residenti in Svizzera. Tuttavia, “capita ripetutamente che alcune persone soggiornino all’estero, senza un motivo importante, per più dei tre mesi consentiti e senza comunicarlo”, sospetta il promotore della proposta, il consigliere nazionale Thomas de Courten, che vuole contrastare il fenomeno. 

La misura non prende di mira cittadini e cittadine svizzeri, bensì persone di nazionalità straniera. Ma nel caso in cui anche svizzere e svizzeri di fatto emigrati avessero mantenuto la residenza ufficiale in Svizzera per percepire prestazioni complementari, ne sarebbero interessati. 

Le doppie cittadinanze nel mirino 

Un’altra proposta dell’UDC prende di mira le doppie cittadinanze. Anche in questo caso, il partito si concentra esplicitamente solo sulle persone straniere naturalizzate in Svizzera. “Le svizzere e gli svizzeri all’estero che acquisiscono un’ulteriore cittadinanza non sono interessati”, si legge testualmente nella mozione. 

Gli argomenti avanzati dovrebbero tuttavia far drizzare le orecchie anche agli 840’000 svizzeri e svizzere all’estero, almeno ai 630’000 che possiedono una doppia cittadinanza. Per loro anche piccoli cambiamenti in questo ambito possono avere conseguenze importanti. 

In concreto, un’iniziativa parlamentare dell’UDCCollegamento esterno chiede che le persone straniere che ottengono la cittadinanza svizzera debbano rinunciare all’altra nazionalità. Nella motivazione si legge: “Beneficiare del diritto di voto in due o più Paesi pregiudica l’applicazione dell’antico principio democratico ‘one man, one vote’ e dà l’impressione di attribuire un doppio diritto di partecipare alle decisioni, ingiusto nei confronti dei cittadini comuni”. 

Gli attacchi alla doppia cittadinanza tornano periodicamente sotto la Cupola federale. Finora il Parlamento non ha mai messo seriamente in discussione quella delle svizzere e degli svizzeri all’estero e anche questa volta la commissione competente raccomanda di respingere la proposta. 

Il settore agricolo chiede compensazioni per dire “sì” al Mercosur 

Sul piano interno, attirerà attenzione anche il braccio di ferro sull’accordo di libero scambio con gli Stati del Mercosur. Il Consiglio nazionale aveva sorprendentemente respinto l’intesa negoziata dalla Svizzera, spinto da un’alleanza tra sinistra e rappresentanti del mondo agricolo. Ora il dossier passa al Consiglio degli Stati, dove le possibilità di approvazione sono maggiori.

dibattito mercosur parlamento
Dibattito sul Mercosur a giugno al Consiglio nazionale: il settore agricolo e la frazione di sinistra sono stati determinanti per il “no”. Keystone / Anthony Anex

Se la potente lobby agricola otterrà le compensazioni richieste, rinuncerà alla propria opposizione. La commissione competente del Consiglio degli Stati propone misure di accompagnamento per l’agricoltura del valore di mezzo miliardo di franchi. Nel caso in cui tale compromesso vada in porto, anche il Consiglio nazionale dovrà riesaminare il dossier.

Sessione autunnale: molti soldi per l’esercito, ma da dove? 

Anche la politica di sicurezza promette dibattiti accesi. L’esercito svizzero è scarsamente in grado di difendere il Paese e ha urgente bisogno di fondi. Su questo vi è ampio consenso. Il disaccordo riguarda però il finanziamento. 

Il bilancio ordinario dell’esercito approda ora al Consiglio nazionale e ammonta a 3,4 miliardi di franchi. Si discuterà inoltre di un finanziamento straordinario ideato dal Consiglio federale in agosto: le eccedenze delle entrate fiscali non dovrebbero più essere destinate, come di consueto, alla riduzione del debito, bensì all’acquisto di armamenti. 

Infine, è controversa anche la creazione di un fondo per gli armamenti che mira a garantire nel lungo periodo la capacità di difesa dell’esercito. A questo scopo dovrebbero essere accantonati 24 miliardi di franchi. 

Che il Parlamento prenda sul serio il deterioramento della situazione geopolitica lo dimostrano due proposte della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale. Da un lato, la commissione intende preparare la Svizzera in modo che, nell’eventualità di un conflitto armato, stazioni ferroviarie, gallerie e parcheggi sotterraneiCollegamento esterno possano essere trasformati in rifugi. Dall’altro, intende definire un quadro giuridico per l’evacuazione, per motivi di sicurezza, di ospedali, case di cura e istituti penitenziari: in altre parole, per uno scenario di guerra sul territorio svizzero. 

Iniziative popolari in entrambe le Camere 

Le svizzere e gli svizzeri all’estero che continuano a votare in Svizzera potrebbero essere interessati anche alle iniziative che saranno sottoposte a votazione durante la sessione autunnale. Di seguito una panoramica. 

L’iniziativa per la democrazia chiede procedure di naturalizzazione semplificate e approda al Consiglio degli Stati. Propone di estendere la naturalizzazione agevolata alla seconda generazione di persone straniere e a chi vive in Svizzera da decenni. La commissione competente raccomanda di respingerla. 

L’iniziativa per l’inclusione mira a ridurre gli ostacoli per le persone con disabilità e sarà trattata dal Consiglio nazionale. Esiste già un controprogetto, la legge sull’inclusione. La commissione competente propone ora alla Camera di ampliarla ulteriormente, mentre raccomanda di respingere l’iniziativa. 

L’iniziativa popolare “Sì alla sicurezza dell’approvvigionamento medico” riguarda la sicurezza delle forniture. Le carenze di medicinali si verificano ripetutamente. Con un controprogetto diretto, il Consiglio federale vuole assicurare che la Confederazione possa adottare misure contro queste penurie. Il dossier approda al Consiglio nazionale. 

L’iniziativa foie gras vuole vietare l’importazione di prodotti ottenuti mediante alimentazione forzata. Il Consiglio nazionale si è opposto all’iniziativa, sostenendo invece un controprogetto indiretto che prevede un obbligo di dichiarazione. Ora tocca al Consiglio degli Stati. 

L’iniziativa sulle pellicce chiede di vietare l’importazione e il commercio di pellicce prodotte con metodi crudeli per gli animali e approda anch’essa al Consiglio degli Stati. La commissione competente sostiene modifiche alla legge sulla protezione degli animali come controprogetto, ma raccomanda di respingere l’iniziativa. 

A cura di Pauline Turuban 

Tradotto e verificato da sibr 

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