Contro la vendita di medicinali su internet

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Svizzera e Stati Uniti intendono proibire il commercio di tranquillanti, stimolanti ed altri stupefacenti sul web. Un mercato che raddoppia di anno in anno.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 marzo 2004 - 15:05

Berna e Washington hanno preparato un progetto di risoluzione che intendono presentare alla Commissione per gli stupefacenti dell’ONU.

La Commissione si riunisce da lunedì a Vienna per la sua sessione annuale. Il progetto svizzero-statunitense riguarda il commercio via internet di medicinali con effetti narcotici e psicotici.

Stando all’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic) e l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), negli ultimi anni il traffico via internet di anestetici e cosiddette sostanze psicotiche (sonniferi, tranquillanti e stimolanti) è in forte espansione.

“Su scala mondiale il problema ha dimensioni immense”, dice Paul Dietschy di Swissmedic a swissinfo. “Il tutto è iniziato 4 o 5 anni fa ed ora crediamo che il business raddoppi ogni anno”.

Commercio illegale

Insomma, gli utenti della rete possono ottenere questi prodotti troppo facilmente. Ed illegalmente. In Svizzera, la legge sugli stupefacenti ne vieta infatti l’importazione tramite internet.

In caso d’intercettazione da parte delle dogane, i prodotti vengono immediatamente confiscati e l’acquirente rischia delle conseguenze penali.

Queste sostanze sono, in quasi tutti i paesi, soggette a prescrizione medica a causa della dipendenza che possono generare ed il loro utilizzo deve essere seguito da uno specialista.

Un recente rapporto dell’Organo internazionale del controllo sugli stupefacenti (OICS) segnala tuttavia come il controllo delle farmacie su internet sia particolarmente difficile.

“Sono operative in tutto il mondo, e nel caso in cui un paese inasprisca le proprie leggi, spostano la loro attività da un’altra parte”, rileva l’OICS.

Proposta svizzera con sanzioni

Per lottare contro questa situazione, Swissmedic e l’UFSP, entrambi rappresentati a Vienna, hanno preparato un progetto di risoluzione. Il testo è stato redatto congiuntamente con gli Stati Uniti.

Svizzera ed USA vogliono che tutti i paesi adottino, nel loro diritto nazionale, le disposizioni in vigore nel diritto internazionale sul commercio transfrontaliero di stupefacenti e di sostanze psicotiche.

Chiedono inoltre di proibire il commercio via internet e la fornitura di questi prodotti ai singoli cittadini.

Il documento propone infine d’incaricare l’ONU di verificare l’effettiva messa in pratica delle nuove disposizioni. In caso di mancato rispetto delle stesse, le Nazioni Unite dovrebbero poter decidere eventuali sanzioni.

Situazione insoddisfacente

In virtù delle convenzioni dell’ONU attualmente in vigore, il commercio transfrontaliero di questi prodotti deve obbligatoriamente sottostare ad un’autorizzazione.

Se la maggior parte degli Stati applica queste misure ai fabbricanti ed ai grossisti, rari sono al contrario quelli le cui autorità sanitarie esercitano un controllo sufficientemente serio sul commercio riguardante i singoli cittadini.

Inoltre, visto che narcotici e psicotici sono spesso fabbricati e venduti illegalmente, la qualità di quelli acquistati su internet non è verificata da nessun’istanza ufficiale.

Di frequente contengono quindi sostanze contraffatte o scadute. Ed, oltretutto, sono venduti a prezzi maggiorati.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

In Svizzera si stima che, ogni anno, si importino da 20'000 a 40'000 confezioni di medicinali, anche via internet;
Si pensa che le confezioni di sostanze narcotiche o psicotiche importate, e proibite dalla legge, siano tra 4'000 e 8'000.

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In breve

L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che il commercio riguardante i medicinali falsificati raggiunga i 32 miliardi di dollari all’anno.

Non esistono tuttavia dati affidabili sul commercio tramite internet.

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