The Swiss voice in the world since 1935

COP17: parti d’accordo su lotta a erosione biodiversità, UFAM

COP17: le Parti concordano sulla lotta alla perdita di biodiversità, FOEN
COP17: le Parti concordano sulla lotta alla perdita di biodiversità, FOEN Keystone-SDA

In occasione della 17esima Conferenza delle parti alla Convenzione sulla diversità biologica (CBD COP17), i quasi 200 paesi partecipanti si sono accordati su misure che dovrebbero accelerare l'attuazione dei provvedimenti decisi nel 2022.

(Keystone-ATS) Tra questi spicca quello di destinare alla biodiversità almeno il 30% delle superfici terrestri e marine a livello globale. “L’accordo rappresenta un risultato positivo che dimostra la volontà dei paesi a collaborare per raggiungere gli obiettivi del (cosiddetto) Quadro globale sulla biodiversità e accelerarne l’attuazione”, ha affermato, citata in un comunicato odierno dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), la sua direttrice Katrin Schneeberger, che ha rappresentato la Svizzera nella fase conclusiva della CBD COP17. Quest’ultima si è tenuta a Erevan (Armenia) tra il 19 ottobre e questa mattina.

Le parti contraenti della Convenzione sulla diversità biologica (CBD) avevano adottato il Quadro globale a dicembre 2022, in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità tenutasi a Montréal (Québec, Canada). Tale Quadro include 23 obiettivi da realizzare entro il 2030 e obiettivi a lungo termine fino al 2050, intervenendo sulle principali cause della perdita di biodiversità. Come indicato, uno degli obiettivi principali è destinare alla biodiversità almeno il 30% delle superfici terrestri e marine entro il 2030 (“30by30”), realizzando zone protette o altre misure efficaci legate al territorio.

“La Svizzera si impegna affinché gli obiettivi siano attuati con misure concrete e la biodiversità sia protetta in modo efficace a lungo termine”, sottolinea Schneeberger, sempre citata nel comunicato.

A Erevan le parti hanno tratto un primo bilancio intermedio sui progressi compiuti al fine di raggiungere gli obiettivi definiti nel 2022 a Montréal. Stando all’UFAM, le imprese e gli istituti finanziari svolgono un ruolo chiave nella loro attuazione. Con innovazioni, investimenti nella natura e modelli sostenibili di produzione e consumo possono contribuirvi in misura “essenziale”.

In futuro, sarà necessario rafforzare la consapevolezza in merito al valore della natura e, per esempio, all’importanza della diversità degli insetti per l’agricoltura. I paesi intendono collaborare in maniera più efficace e, tra le altre cose, trarre insegnamento dalle esperienze acquisite attraverso un maggiore scambio a livello regionale, al fine di migliorare le proprie politiche.

Le parti si sono anche accordate su diverse altre decisioni di carattere tecnico: tra queste, quella di confrontarsi in modo più approfondito, nei prossimi due anni, con il tema degli habitat acquatici e montani.

Gli obiettivi fissati in Armenia per il 2030 sono “molto ambiziosi”, ha detto il capo della delegazione elvetica, Gabriela Blatter, dell’UFAM, a Keystone-ATS. È rallegrante constatare che la definizione di questi obiettivi ha dato origine a un numero di iniziative senza precedenti nel campo della protezione delle specie e della biodiversità.

Tuttavia, gli obiettivi potrebbero non essere raggiunti. Occorre quindi accelerarne l’attuazione, ha affermato Blatter, sottolineando che questa è una delle conclusioni emerse dalla conferenza. Con lo Yerevan Pathway for Action (piano d’azione di Erevan) è stato inoltre approvato un catalogo di misure che prevede passi concreti.

Nel complesso, i risultati di questa conferenza sono stati molto positivi. “La presidenza armena è riuscita a far emergere una decisione su tutte le principali questioni politiche”, ha affermato Blatter. Ciò dimostra che i paesi sono disposti a scendere a compromessi e a raggiungere accordi per andare avanti. Tuttavia, ha aggiunto, vi sono anche Stati che talvolta si rivelano partner difficili in materia di biodiversità, come l’Arabia Saudita, la Russia o il Brasile.

Per raggiungere gli obiettivi fissati nel 2022, gli Stati dovrebbero, ad esempio, concentrarsi maggiormente sui fattori che determinano la perdita di biodiversità, come la questione globale dei rifiuti. Un altro punto importante è la coerenza delle politiche. “Quando diversi ministeri e organismi governativi collaborano tra loro, i risultati sono migliori. Questo è emerso chiaramente. I paesi che coinvolgono attivamente la società civile e, soprattutto, le imprese nell’attuazione dei propri obiettivi, compiono progressi maggiori e di qualità superiore”.

Articoli più popolari

I più discussi

Preferire Swissinfo su Google

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR