Mozambico: dopo le inondazioni manca l’acqua potabile ed è allarme per le mine anti-uomo
In Mozambico, messo in ginocchio dalle alluvioni, scarseggia l'acqua potabile. La Svizzera contribuirà alla costruzione di impianti di depurazione. Le alluvioni hanno inoltre rimosso le mine anti-uomo rimaste nel terreno dopo la fine della guerra.
Il progetto, che dovrebbe far fronte ai bisogni di 50 000 persone, è condotto in cooperazione con la Germania e l’Austria, ha detto venerdì a Zurigo Jean-Philippe Jutzi, membro della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), di ritorno dal paese africano. La Svizzera assicurerà la coordinazione dei lavori, mentre 120 volontari tedeschi e 60 austriaci istalleranno gli impianti.
Pericolo mine
Il problema rappresentato dalle mine rimosse dalle alluvioni inquieta i responsabili della DSC. Dei dieci milioni di franchi destinati all’aiuto urgente deciso da Berna, 120 000 saranno quindi versati a Handicap International che cercherà di sensibilizzare la popolazione locale.
In un secondo tempo l’impegno della Confederazione si concentrerà sulla depurazione dell’acqua e la salvaguardia della salute, che figurano già nelle priorità della DSC in Mozambico. Sarà necessario organizzare e pianificare la rete idrica. I programmi saranno rivisti in funzione dei nuovi bisogni, ha sottolineato Jutzi.
Soccorsi difficili
Le operazioni di soccorso sul posto risultano difficili. Il paese conta solo due piccoli aeroporti e manca di luoghi per immagazzinare le scorte. La principale via di collegamento terrestre, situata lungo la costa, è interrotta in numerosi punti. Gli aiuti devono quindi essere trasportati per via aerea, ma le cattive condizioni meteorologiche hanno bloccato gli elicotteri al suolo per due giorni.
La superficie inondata è di 56 000 km² (il 7 percento del territorio), più dell’intera Svizzera (41 000 km²). Da 1 a 1,7 milioni di abitanti sono stati colpiti dalle piogge. Le inondazioni, le più gravi negli ultimi 50 anni, hanno fatto regredire il Mozambico di almeno dieci anni, ha spiegato Martin Fässler, incaricato per Africa dell’Est presso la DSC.
Svizzera presente in permanenza
La Confederazione è ora presente sul posto con quattro persone supplementari: un responsabile della logistica, due medici e un addetto all’informazione. Un coordinatore per i programmi di ricostruzione sarà probabilmente inviato nel paese per due anni nel mese di marzo.
L’aiuto svizzero in Mozambico ammonta a 38 milioni di franchi per il 2000, oltre ai dieci milioni supplementari stanziati per la catastrofe. Il programma di assistenza della DSC punta soprattutto sulla democratizzazione della società, la sanità e la costruzione di una rete idrica. La delegazione permanente svizzera è composta di cinque membri che collaborano con 25 mozambicani.
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