novartis mette radici a cambridge
Quando il gigante farmaceutico elvetico Novartis ha deciso di trasferire i suoi centri di ricerca da Basilea, ha scelto Cambridge, nel Massachusetts.
Sebbene i suoi scienziati volgano lo sguardo verso gli Stati Uniti in cerca di nuovi medicamenti, Novartis non ha completamente abbandonato le attività di base in Svizzera.
A Cambridge, sulla costa est degli Stati Uniti a nord di New York, Novartis è presente in tre siti. La sede più importante – un vecchio stabile industriale trasformato per l’occasione in un moderno centro di ricerca – si trova di fianco al reattore sperimentale dell’Istituto di Tecnologia del Massachusetts (MIT).
«Devo ammettere che inizialmente il sito non ci convinceva, ma poi gli architetti sono stati capaci di proporre una soluzione interessante», indica a swissinfo Bernard Aebischer, responsabile delle installazioni di ricerca di Novartis.
L’edificio dell’ex molo è stato ristrutturato e completato con una graziosa hall vetrata al cui interno
risuonano, in sottofondo, note di musica classica.
Appena oltre l’ingresso, i visitatori sono accolti da un’immensa sala centrale alta quanto un palazzo di sei piani. Su ogni livello, delle caffetterie offrono un punto di ritrovo per i numerosi ricercatori.
Spazi per socializzare
«Volevamo creare degli spazi al di fuori degli uffici dove la gente potesse incontrarsi e scambiare le proprie idee», spiega Aebischer.
Ad ogni piano, su entrambi i lati dell’edificio, dei corridoi conducono ai laboratori, in quella che appare come una disposizione decisamente insolita: i laboratori godono di una
vista sull’esterno, mentre gli uffici sono concentrati negli spazi interni. Nemmeno i dirigenti possono beneficiare di una finestra. Anche tra un laboratorio e l’altro le differenze sono grandi, grazie ad un sistema modulabile che consente di modificarli in funzione dei bisogni. In alcuni dipartimenti i ricercatori lavorano in un unico locale, dove le file di banchi da laboratorio ricordano gli stabilimenti dell’industria tessile.
«Tutti i collaboratori di questo dipartimento sembrano apprezzare questa disposizione», ci dice Aebischer mentre lo attraversiamo.
Duro colpo per Basilea?
Considerando la somma investita nei centri di ricerca negli Stati Uniti (il
cui montante non è però stato svelato), si potrebbe pensare che Novartis abbia voltato le spalle alla sua sede storica di Basilea. Una considerazione che secondo Aebischer non corrisponde assolutamente alla realtà: «Continuiamo ad avere molti ricercatori che lavorano in Svizzera. Cambridge è diventata il nostro quartier generale per motivi strategici».
All’interno del centro collaborano persone di diverse nazionalità, tra cui numerosi svizzeri. Incontriamo Markus Dobler, chimico, il quale ci racconta il grande cambiamento vissuto dopo aver lavorato in Svizzera: «L’ambiente è diverso. La ditta che mi ha accolto qui a Cambridge non opera sugli stessi livelli di quella che ho lasciato
in Svizzera e perciò abbiamo dovuto lavorare sodo per far sì che la ricerca diventasse un caposaldo».
Per Dobler, la sfida di un nuovo mondo è stata la motivazione che lo ha spinto negli USA. «L’atmosfera è vibrante, molto più di quanto ci si aspetta da un’organizzazione matura come Novartis», sottolinea, paragonando il nuovo lavoro all’attività di una start-up, una delle specialità della regione.
Multiculturalità sul lavoro
Non per questo però il chimico elvetico ha in testa esclusivamente l’America e, anzi, non esita a esternare il suo amore per la madre patria. L’ambiente di lavoro non si differenzia comunque di molto da quello di Basilea.
«In Svizzera ho avuto la fortuna di poter lavorare in un clima multiculturale. Qui è la stessa cosa: ci sono così tante persone di nazionalità diversa che il proprio background conta poco», racconta Aebischer.
L’influenza europea che permea la regione di Boston – capoluogo del Massachusetts – aiuta inoltre i nuovi arrivati a superare lo shock culturale.
Forte competizione
Una delle ragioni per le quali Novartis si è installata a Cambridge è la prossimità con grandi istituzioni quali il MIT o l’Università di Harvard. Una vicinanza che per Dobler, il cui gruppo di lavoro collabora a stretto contatto con centri accademici e
imprese start-up, rappresenta un evidente vantaggio.
Ma l’assunzione di personale non è facile: la competizione per accaparrarsi i laureati più qualificati è dura. Markus Dobler, che regolarmente tenta di trovare nuovi collaboratori, spiega che un moderno laboratorio e una busta paga allettante non sono sufficienti per attirare le menti migliori. Bisogna fare di più.
«Dobbiamo fare in modo che la gente accetti i nostri valori centrali, come la condivisione delle conoscenze scientifiche o la presa di responsabilità», conclude Dobler.
swissinfo, Scott Capper, Cambridge (traduzione: Luigi Jorio)
Il centro Novartis di Cambridge è stato scelto quale quartier generale della ricerca globale nel 2002.
Vi lavorano oltre 1’000 collaboratori.
Gli istituti Novartis si occupano di malattie legate all’immunologia/trapianti, al sistema cardiovascolare, nervoso, respiratorio, scheletrico e muscolare, alla dermatologia, all’oncologia, al diabete e al metabolismo.
Gli Istituti Novartis di Ricerca Biomedica rappresentano l’organizzazione di ricerca globale del gigante farmaceutico elvetico.
La loro sede è a Cambridge (Massachusetts, Stati Uniti), sebbene parte della ricerca sia svolta ancora a Basilea.
Altri importanti centri di ricerca si trovano in Gran Bretagna (Horsham), Austria (Vienna), Giappone (Tsukuba) e nel New Jersey (East Hanover).
Il gruppo elvetico si occupa inoltre della supervisione di altri tre centri: l’Istituto di genomica della Fondazione di ricerca Novartis in California (La Jolla), l’Istituto Novartis per le malattie tropicali a Singapore e l’Istituto Friedrich Miescher a Basilea.
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