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Pipilotti Rist: il dolore all’angolo

L'artista davanti alla sua istallazione in Times Square Keystone Archive

L'artista sangallese è una fra le esponenti più in vista dell'arte contemporanea svizzera. A lei il premio della città di Zurigo 2001.

Lunedì 3 dicembre è stato assegnato alla video-artista 39enne Pipilotti Rist il premio per la cultura della città di Zurigo. Nella laudatio, la curatrice del museo d’arte della città sulla Limmat, Bice Curiger, ha affermato che Pipilotti Rist “dispone di forze straordinarie che le permettono di azzerare la forza di gravità, di trasformare i liquidi in solidi, di rendere il negativo positivo e il freddo caldo”.

Bice Curiger ha inoltre evidenziato il contributo dell’artista in qualità di direttrice artistica di Expo 2001. L’impegno profuso nella prima fase di realizzazione del progetto nazionale sarebbe la prova tangibile che Pipilotti non persegue “un’estetizzazione della politica”.

“Non agisce da saputella, non predica, non è la donna politica. Lei rimane un’artista. Ma un’artista che impiega una forza e un coraggio straordinari per infondere all’arte una rilevanza sociale. Un’opera che rimane efficace, rinunciando a vuote formule rituali, ai cliché e alle convenzioni”.

Una parabola ascendente

Pipilotti Rist ha raggiunto un alto grado di notorietà internazionale. Nel 1997 la sua popolarità aveva raggiunto anche ambienti estranei all’arte, grazie alla nomina a direttrice artistica dell’allora Expo 2001. Grazie alla sua presenza a molte esposizioni internazionali, la sua opera è si ormai imposta ben oltre i confini della Svizzera. In patria il suo nome è però ancora collegato al fallimento del primo progetto per l’esposizione nazionale.

Il suo successo è iniziato nei primi anni Novanta con nostre collettive e individuali. In particolare ha esposto delle sue opere alla Biennale di Venezia e di Istanbul. Oggi la Rist è una rappresentante di spicco dell’élite artistica, non solo elvetica.

Segni distintivi: desiderio e sensualità

La sua leggerezza e il suo rapporto giocoso con l’arte e con le istituzioni che la promuovono, sono diventati il suo marchi distintivo. La sua opera infatti si distingue per l’intelligenza che si amalgama al gusto per il kitsch, rimanendo esigente e sensuale al contempo. Gli elementi fondanti del lavoro di Pipilotti, sono la sua dichiarata indole femminista e le sensazioni umane, le fantasie sensuali e l’umore anarchico.

Rispondendo alle domande del quotidiano zurighese Tages-Anzeiger, Pipilotti Rist ha ammesso che la sensualità e la frivolezza potrebbe avere origine della sua esperienza di vita. “La mie opere – ha affermato l’artista – hanno delle tendenze escapistiche, di fuga dalla realtà, presentano degli aspetti utopici e sono coscientemente naif. Anche se non focalizzano il dolore e il tragico, lasciano presagire anche la presenza di questi elementi”.

Secondo l’artista, le persone che si cimentano con le sue istallazioni, possono trovare una certa distanza dai loro problemi personali. Alla domanda se non esita il rischio di scadere nel kitsch, Pipilotti Rist risponde: “Non credo che la fuga spirituale o il sognare possano essere negativi”.

Il dolore appeso nell’angolo

Anche la Neue Zürcher Zeitung ha dedicato recentemente spazio all’artista svizzera. Riflettendo sulla sua opera Pipilotti Rist ha affermato: “Lo spunto è sempre di natura strettamente privata: crucci d’amore, disturbi psicosomatici, la paura di morire – tutto colto dalle mie percezioni più profonde. Ho tentato, attraverso la mia morale del lavoro calvinista – diligenza e precisione – di infondere al risultato una valenza sociale ad un livello generale”.

L’artista ha ammesso poi che il suo lavoro si concentra sui lati positivi del coinvolgimento emotivo, ma che spera di non escludere completamente il dolore: “Bisogna percepire che il dolore è appeso negli angoli”.

Pipilotti in Times Square

Musei illustri hanno già esposto le video-istallazioni di Pipilotti Rist. Fra questi si annoverano il Guggenheim di New York, o il Museum of Modern Art di Chicago. L’ano scorso si poteva ammirare una sua grande istallazione in Times Square a New York. Ma non mancano presenze in tutte le principali città europee, in Canada e in Giappone.

Anche i prezzi delle sue opere sono levitati con la sua fama. Dopo la prima premiazione del 1987 alle Giornate film e video di Basilea, è seguito un riconoscimento alla Feminale di Colonia nel 1988. Nel 1989 è seguita un’ulteriore distinzione alla VIPER di Lucerna, riaffermata da due borse di studio federali per il film, nel 1991 e nel 1993, e da un primo premio della città di Zurigo nel 1992. La serie di distinzioni è ancora lunga e si conclude adesso con uno dei premi elvetici più ambiti.

A fine anno Pipilotti Rist chiuderà il suo atelier a Zurigo per varcare l’Atlantico. Lì assumerà un incarico come docente alla University of California di Los Angeles. Oltre oceano è previsto anche un lieto evento, atteso in pochi mesi: se la nascitura sarà femmina si chiamerà Pepperminta, se maschio Himalya.

swissinfo

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