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Streetparade: nuova pacifica invasione di ravers a Zurigo.

Anche quest'anno migliaia di giovani parteciperanno alla StreetParade di Zurigo in programma sabato. Keystone / Team

Sono almeno settecentomila i "ravers" attesi sabato a Zurigo per la nona "street parade", la gigantesca kermesse di musica techno e trasgressione, divenuta il secondo appuntamento mondiale di questo genere dopo quello di

Di anno in anno, senza che nessuno potesse prevederlo, questa manifestazione di massa “per l’amore, la pace, la libertà, la generosità e la tolleranza” (come la definì nel 1992 il suo promotore, l’allora studente ventiduenne Marek Kynski), ha avuto un successo travolgente. A parteciparvi sono in gran parte giovani, certamente, ma non mancano le famiglie e anche persone che hanno superato la mezz’età.
Un buon quarto di loro viene dalla Germania, ma molti vengono anche da molto lontano: da New York, dal Giappone, da Tel Aviv, dal Pakistan e persino dall’Australia.

Così, per un giorno una tranquilla città svizzera, che non possiede nemmeno le infrastrutture urbanistiche delle grandi metropoli (ampi viali, vaste piazze, parchi e stadi imponenti), si trasforma in un’immensa discoteca all’aperto, invasa da un’incontenibile marea di persone. Perché un tale raduno a Zurigo sia divenuto di moda, non si sa.
Quando nel 1991 Marek Kynski rimase colpito da un reportage di MTV sulla “love parade” di Berlino, si limitò a dire: “Anche Zurigo deve avere qualcosa di simile”. Probabilmente pensava soltanto a qualcosa di diverso dai soliti techno-party e all’occasione per dare sfogo alla rappresentazione di un certo stile di vita trasgressivo.

Infatti, la prima edizione ebbe un pubblico di appena duemila “paraders” ai quali, per il megaparty a conclusione della sfilata, bastò un grande locale. Alla seconda “street parade”, il 28 agosto 1993, i “raver” partecipanti erano già più di diecimila. Quella edizione rappresentò una prima svolta decisiva: dal percorso della sfilata venne esclusa la famosa Bahnhofstrasse (la via delle banche) e il party finale (detto “Energy”) si tenne all’Hallenstadion.

La seconda svolta decisiva fu quella dell’anno seguente, quando le autorità volevano farla finita con la “street parade”, perché secondo loro era “troppo grande e troppo numerosa” e per giunta “sporca le strade ed interessa una modesta parte derla popolazione”. Una valanga di lettere di protesta fece subito cambiare idea alle autorità: la sfilata venne autorizzata e i partecipanti triplicarono.

Ma il vero boom della “street parade” zurighese cominciò nel 1995, quando le relative cifre toccarono dimensioni inimmaginabili per un raduno svizzero: il numero dei partecipanti superò la barriera dei centomila; la spazzatura prodotta in meno di 24 ore superò la decina di tonnellate; l’attenzione dei mass media divenne veramente mondiale per numero di articoli pubblicati, di radio e televisioni presenti e di giornalisti impegnati.
Nei quattro anni successivi è stato un continuo gonfiarsi delle dimensioni, fino a superare più che generosamente il mezzo milione di partecipanti. E sempre senza che accadessero incidenti di rilievo.

Per quest’anno, anche grazie all’enorme pubblicità fatta (in particolare tramite la radio e con il sito Internet) si prevede un’affluenza ancora maggiore. Da venerdì 11 fino all’alba di lunedì 14 agosto, a Zurigo e dintorni ci saranno in tutto circa 40 feste, sia prima sia dopo la sfilata. Si va dal mega-rave, con decine di migliaia di partecipanti, alla festicciola contenuta, ma esclusiva. Tuttavia, non c’è un party ufficiale della Street Parade. La sfilata vera e propria comincerà sabato alle 15.15 e durerà fino alle 20.30.

L’itinerario, di appena 3,8 km, verrà percorso lentissimamente da trenta “love mobiles”, carri su cui si fa musica e si balla. Alla “street parade” non si vendono alcolici e non è tollerato l’uso di droghe.
L’ordine è affidato a un ristretto numero di 2.400 addetti, che dispongono di 15 unità mediche. Dall’anno scorso, la “street parade” dispone di una propria emittente radiofonica che trasmette durante la festa e per tutta la settimana che la precede.

Silvano De Pietro

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