Quanto è difficile trovare una guardia svizzera del papa


Per facilitare il reclutamento di nuove leve, il Vaticano permette da qualche anno il matrimonio delle guardie dopo cinque anni di servizio, indipendentemente dal grado militare. Alessandro Di Meo/Keystone

Il 6 maggio le nuove guardie svizzere del papa prestano giuramento. La cerimonia si ripete da quasi mezzo millennio. Ma sarà così anche in futuro? Negli ultimi anni il numero di nuove reclute è diminuito.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 maggio 2019 - 18:30
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Lunedì in Vaticano un gruppo di 23 giovani svizzeri ha giurato fedeltà al papa.  La cerimonia si svolge in occasione dell'anniversario del saccheggio di Roma del 1527 da parte delle truppe dell'imperatore Carlo V. All'epoca 147 guardie svizzere persero la vita per proteggere il pontefice.

Per oltre mezzo millennio la guardia, fondata da Giulio II nel 1506, ha garantito la sicurezza dal capo della chiesa cattolica. Ma da allora in Svizzera e nel Vaticano molte cose sono cambiate. Ecco una breve panoramica dei dibattiti attuali sul ruolo e sul futuro del piccolo esercito.

 

1. Quali sono i compiti attuali della Guardia svizzera?

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Le guardie svizzere sono note per il loro ruolo cerimoniale nei ricevimenti ufficiali e nelle visite in Vaticano. Quando svolgono questa funzione, le guardie portano spada e alabarda e indossano uniformi colorate di foggia rinascimentale. Sul capo hanno un casco dalle forme antiche, ma che nella sua versione più recente è prodotto con una stampante 3D.

Al di là del ruolo cerimoniale, negli ultimi decenni le guardie hanno fornito sempre più spesso anche servizi di sicurezza, in collaborazione con la polizia del Vaticano e con le forze dell'ordine italiane. In tal caso portano anche armi moderne. Le guardie accompagnano inoltre il papa nei suoi viaggi all'estero.

In un recente discorso alle nuove guardie, il pontefice ha parlato inoltre di un mandato di cura pastorale verso gli innumerevoli supplicanti respinti alle porte del Vaticano. Le guardie avrebbero anche il compito di "recare ad essi una parola di conforto, un gesto di fraternità".

 

2. Chi può entrare a far parte della Guardia svizzera?

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Chi si candida a far parte della Guardia svizzera deve soddisfare alcune condizioni che limitano fortemente il bacino di reclutamento.

I candidati devono essere cattolici, aver svolto la scuola reclute con successo e godere di una reputazione impeccabile. Un attestato di capacità professionale, ottenuto dopo un apprendistato, o un certificato di maturità sono obbligatori.

La curia romana non contempla invece la possibilità di candidature femminili.

Kai Reusser / swissinfo.ch


3. Perché la Guardia ha problemi a trovare nuove reclute?

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Non è facile trovare giovani qualificati e disposti a prestare servizio per il papa durante diversi anni. Il numero di nuove reclute negli ultimi tre anni è diminuito.

Ciò è dovuto al contesto economico positivo in Svizzera, ma anche al fatto che il reclutamento riguarda ormai generazioni segnate da bassi tassi di natalità, ha spiegato in un'intervista con la televisione svizzera SRF Ruth Metzler-Arnold, ex consigliera federale del Partito popolare democratico (PPD) e presidente della Fondazione della Guardia svizzera pontificia, che sostiene finanziariamente le guardie.

I soldati del papa ricevono uno stipendio mensile di 1.500 euro, oltre a vitto e alloggio. In Italia si tratta di uno stipendio base relativamente alto, in Svizzera è relativamente basso.

4. Cosa fanno il Vaticano e la Svizzera per attirare nuovi candidati?

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"Una delle misure più importanti è stata la decisione del papa, risalente a tre anni fa, di permettere alle guardie di sposarsi dopo cinque anni di servizio, indipendentemente dal loro grado militare", ha detto Metzler-Arnold. In passato, solo gli ufficiali e le guardie che avevano servito più a lungo potevano sposarsi.

La Fondazione della Guardia svizzera pontificia si assume inoltre le tasse scolastiche per i figli dei soldati alla scuola svizzera di Roma. Essa cerca inoltre di facilitare il reinserimento nel mercato del lavoro in Svizzera e in Italia. In futuro, pagherà anche la metà dei contributi volontari delle guardie per la previdenza vecchiaia (Assicurazione vecchiaia superstiti AVS).

Entro il 2024, le guardie avranno una nuova caserma. Attualmente è in corso la raccolta di fondi. Nell'edificio per la prima volta i soldati potranno avere delle stanze singole.

Da qualche tempo, la Guardia svizzera pubblicizza le sue attività anche su Youtube.


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