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Siti lacustri preistorici candidati all’Unesco

Due settimane dopo l'inscrizione nel patrimonio dell'umanità delle città orologiere di La Chaux-de-Fonds e Le Locle, la Svizzera è nuovamente in lizza, stavolta nel quadro di una candidatura transnazionale che promuove i siti lacustri preistorici dell'area alpina.

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Questo contenuto è stato pubblicato al Tra gli obbiettivi dell’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) figura la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale che possiede un “valore universale eccezionale”. Nel 1972 i membri dell’Unesco hanno adottato una Convenzione internazionale che stabilisce l’allestimento di una lista del patrimonio mondiale dell’umanità. Gli Stati firmatari si impegnano a…

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Il dossier – presentato lunedì a Berna dall’Ufficio federale della cultura – concerne 152 siti palafitticoli situati in sei paesi alpini: Svizzera, Germania, Francia, Italia, Slovenia e Austria. La candidatura sarà consegnata ufficialmente al Comitato del patrimonio mondiale dell’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) entro la fine del 2009.

Complessivamente, nei sei paesi in questione sono repertoriati un migliaio di siti palafitticoli. Tenendo conto del valore scientifico di ciascuno di essi, la selezione si è limitata a 152. Gli 82 siti nella Confederazione si trovano in 15 cantoni, segnatamente dell’Altipiano. Attualmente i siti preistorici sono rarissimi nella lista dell’Unesco, e sono rappresentati essenzialmente da pitture rupestri.

Le palafitte rappresentano realtà storiche diverse che coprono il periodo che si estende dal Neolitico all’inizio dell’Età del ferro (tra 5’000 e 800 anni avanti Cristo). Si tratta di siti subacquei in cui il materiale organico – ceste intrecciate a resti alimentari in recipienti di ceramica – si è conservato in modo spettacolare per millenni, ha spiegato Beat Eberschweiler, archeologo cantonale zurighese.

swissinfo.ch e agenzie.

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