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Dagli abeti alle palme in un'ora di bici

Airolo, punto di partenza per un tuffo verso sud (picswiss)

Dal portale sud del San Gottardo, con la bicicletta fornita dalle ferrovie, giù a capofitto verso le prime palme che annunciano il clima mediterraneo.

Dagli oltre 1000 metri di Airolo, un’escursione facile verso il fondovalle. I ciclisti più in forma possono spingersi fino a Locarno.

Le formalità per affittare una bicicletta alla stazione di Airolo si sbrigano in un attimo. Si sceglie fra una comoda “city bike” o un rampichino (ci sono anche una decina di bici per bambini e gli appositi seggiolini per i più piccini); ci si mette il casco in testa e si parte.

Una prima brevissima salita, per entrare nel paese di Airolo, e poi inizia la discesa. Ci s’infilerà in rapida successione nelle tre gole Stalvedro, Piottino, Biaschina che segnano questo paesaggio alpino ancora severo.

Tra chiese e fabbriche fantasma

La pista ciclabile, ben segnalata, è costantemente e piacevolmente in discesa. In parte si snoda lungo la vecchia strada cantonale.

A Faido, dove s’incontrano i primi impianti dello scavo della galleria ferroviaria di base del San Gottardo, l’aria si fa subito meno pungente. Per sette chilometri si costeggia il nastro trasportatore che evacua il materiale scavato dalle viscere della terra.

E se ci fosse una foratura? Niente paura. Le ferrovie hanno previsto un sistema di assistenza che fa capo alle stazioni distribuite lungo il percorso.

Appena sotto Faido, l’occhio coglie il viadotto dell’autostrada, che taglia in due la vallata, quasi sospeso nel vuoto. Si esita tra ammirazione e sconcerto di fronte a tanta audacia.

Ma già spuntano le prime palme, a Giornico, paese abitato soltanto da qualche centinaio di persone, confortate da ben cinque chiese, tra cui un antichissimo e pregevole esempio di architettura romanica.

Poi ci si imbatte nella Monteforno, un’acciaieria che negli anni ’60 accoglieva fino a 2000 dipendenti. Tutta l’economia di questa valle, oggi depressa, ruotava attorno a questo colosso.

Poi, la crisi dell’acciaio e l’imperizia dei dirigenti ne hanno decretato la morte. Oggi resta un’ossatura imbarazzante e grandiosa, che si estende su parecchi chilometri quadrati.

Alptransit e ...chilometri opzionali

Arriviamo a Personico, 300 anime. Le pareti verticali della montagna sono usate da secoli per tenervi al fresco formaggi e salumi.

Qualche grotto – più o meno autentico – resiste. Con un po’ di fortuna si potrà gustare una fetta di formaggio e bere un bicchiere di vino, che a queste latitudini è ancora aspro.

Si sbocca poi sul gigantesco cantiere dell’Alptransit, dove i minatori scavano la galleria ferroviaria più lunga del mondo. Dal 2014 collegherà nord e sud Europa. Una visita al centro di documentazione è caldamente consigliata.

Così, dopo 40 chilometri, si arriva alla stazione di Biasca, dove si consegna la bicicletta. La grande maggioranza dei clienti si ferma qui, ci hanno detto ad Airolo.

Ma chi vuole, potrà continuare fino a Bellinzona, o addirittura Locarno. Ovvero 20 o 40 chilometri supplementari e pianeggianti. In questo caso, attenzione al vento contrario, che potrebbe rendere tutto molto più difficile!

swissinfo, Mariano Masserini, Airolo-Locarno

Fatti e cifre

Percorso in bicicletta da Airolo a Locarno
Lunghezza di 40, 60 o 80 km
Costo del noleggio di una bici da 15 a 36 franchi
Noleggio aperto da aprile a ottobre

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In breve

In bicicletta da Airolo a Biasca, lungo i primi chilometri del Ticino. Il percorso è alla portata di tutti.

In poco più un’ora, ci si lascia alle spalle il clima alpino e il percorso offre diversi punti d’interesse: un notevole esempio di archeologia industriale o una visita al cantiere della galleria ferroviaria più lunga del mondo.

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