A Ginevra le prime unioni omosessuali riconosciute
La prima unione omosessuale riconosciuta ufficialmente in Svizzera è stata celebrata martedì mattina a Ginevra. Yves de Matteis, ex segretario romando di «Pink Cross», e il suo compagno Patrick hanno concluso per primi il contratto di partenariato introdotto dal cantone agli inizi dell'anno. Mezz'ora dopo sono stati imitati da due donne, Florence e Nina.
Quella che avrebbe dovuto essere una semplice pratica amministrativa si è trasformata in autentica cerimonia, degna di un vero matrimonio. I «fidanzati» si sono uniti alla Cancelleria ginevrina sotto gli occhi delle telecamere, di numerosi amici e giornalisti.
All’entrata del Municipio, un collaboratore dell’associazione «Dialogai» ha consegnato una rosa ai futuri partner. La comitiva è poi stata introdotta nella sala dei passi perduti dove si è svolta la cerimonia officiata da Maurice Fiumelli, direttore amministrativo e finanziario della Cancelleria cantonale.
I due partner hanno impiegato solo sette minuti per firmare i documenti ufficiali, prima del tradizionale bacio davanti a fotografi e cameramen.
E’ poi venuto il turno di Florence e Nina, una francese ed una croata, residenti a Ginevra. Grazie al cosiddetto «Pacs» ginevrino, Nina spera di poter continuare a vivere in Svizzera con la sua amica. Anche se la nuova normativa non accorda alcun diritto specifico ai partner stranieri, la giovane donna ritiene che un eventuale rimpatrio sarebbe «moralmente insostenibile».
Mezz’ora dopo le cerimonie, la Cancelleria ha consegnato i certificati di partenariato alle due coppie, dietro pagamento di una tassa di 100 franchi. La Cancelleria terrà peraltro il Registro cantonale di partenariato, nel quale saranno iscritte tutte le unioni ufficiali.
Promotore, con l’avvocato Jean-Pierre Garbade, del «Pacs» ginevrino, Yves de Matteis spiega che la firma del contratto è contemporaneamente una decisione personale e un atto militante. L’ex segretario di «Pink Cross» spera che la futura legge federale sullo statuto delle coppie del medesimo sesso introduca diritti più estesi rispetto alla normativa ginevrina. La legge sul partenariato varata dal Gran consiglio il 15 febbraio scorso non è destinata specificamente agli omosessuali, ma a tutti coloro che desiderano ottenere un riconoscimento ufficiale della loro unione senza sposarsi. Le coppie beneficiano della protezione della comunità e dei vantaggi accordati alle persone sposate.
Sul piano civile, i loro diritti saranno limitati perchè queste disposizioni sono rette dal diritto federale. Non godranno nemmeno di vantaggi fiscali: per evitare eccessive opposizioni alla nuova legge, il Gran consiglio ha rinunciato esplicitamente a legiferare in questo campo.
Il contratto potrà essere sciolto molto facilmente. Se i due partner sono d’accordo, la dichiarazione di rinuncia comune entrerà in vigore non appena registrata. Nel caso di una rinuncia unilaterale, il termine di attesa è di 60 giorni.
swissinfo e agenzie
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