A Sion, una Gay Pride affollata, pacifica e senza scandalo
Clima di allegria e tanta gente sabato pomeriggio a Sion per partecipare e per assistere alla Gay Pride. Si calcola che tra le persone sfilate per le via del centro e gli spettatori ci fossero circa 20'000 persone.
Il popolo della Gay Pride si è riunito in Place de la Planta. Come ha detto il municipale di Sion Alfred Squaratti, lì un tempo c’erano le mura ed era quindi un luogo di conflitti, con il loro abbattimento e l’apertura della città quello è diventato un luogo di incontro. Così come è stato per la Gay Pride. Squaratti è stata l’unica personalità politica ad esprimersi nella parte ufficiale della manifestazione. E’ comunque significativo, dopo le polemiche suscitate da questa Gay Pride in Vallese, che la città abbia collaborato con gli organizzatori e abbia voluto dare il benvenuto ai convenuti.
Non ha suonato la stessa musica il governo vallesano, nel quale una maggioranza ha sempre guardato con sospetto alla manifestazione e l’ha considerata dall’inizio una provocazione. Questa distanza del Consiglio di stato è stata indirettamente denunciata dagli oratori, quando nei discorsi si è elogiato il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger, per la sua presenza alla recente Gay Pride di Zurigo.
Le discriminazioni di cui sono oggetto gay e lesbiche è stata tema comune a tutti gli interventi. Parlando del problema delle esclusioni negli ambienti di lavoro, il presidente di Pink Cross Francois Baur ha invitato ad adottare un atteggiamento coraggioso e aperto. La sindacalista Doris Schuepp, vicepresidente dell’Unione sindacale svizzera, ha fatto stato di progressi sostanziali in alcune grandi imprese per superare le discriminazioni, ma molto lavoro resta ancora da fare. Infine l’organizzatrice Marianne Bruchez si è detta contenta per aver suscitato il dibattito sull’omosessualità in tutto in Vallese e, acclamatissima, ha dato il via alla festa.
Non ci sono state provocazioni di nessun genere. Nè da una parte nè dall’altra. Qualche decina di fedeli di Ecône si sono riuniti per pregare davanti alla cattedrale, a due passi dalla Place de la Planta. Una sorta di contromanifestazione che era stata annunciata venerdì sera . Il perimetro della chiesa era sbarrato e controllato da agenti di sicurezza, non ci sono stati contatti nè confronti coi partecipanti alla gay-pride.
Bisogna anche dire che non solo dalle parti della cattedrale, ma per tutte le vie del centro la presenza di agenti ingaggiati dagli stessi organizzatori era massiccia, d’altra parte si dice che oltre un terzo del budget sia stato impiegato per la sicurezza. Gli stessi partecipanti alla sfilata si sono attenuti alla richiesta di rispetto che era scaturita dalle trattative con i rappresentanti della città. Niente oltraggi alla religione o nudità di parti intime. Così si era detto e così è stato. D’altra parte il tempo piovoso e fresco non invitava certo a spogliarsi.
Flavio Fornari, Sion
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