A Zurigo si vogliono cancellare le polizie comunali
Per tentare di risolvere l'annosa controversia tra la città e il cantone di Zurigo su chi debba gestire la criminalpol e la polizia scientifica, un'iniziativa popolare propone di farla finita con le polizie comunali. E l'idea piace.
All’inizio era soltanto una questione di soldi. Con i conti in rosso durante questo lungo decennio di stagnazione economica, Zurigo aveva chiesto al cantone maggiori finanziamenti per il mantenimento della polizia criminale e della prestigiosa polizia scientifica, ai cui servizi ricorre non soltanto il cantone ma spesso anche il resto della Svizzera.
Dopo lunghe discussioni, nel 1996 un accordo transitorio stabiliva che il cantone avrebbe pagato alla città, per lo svolgimento dei compiti di polizia criminale, 47,5 milioni di franchi all’anno fino alla fine del 2000.
Nel frattempo, veniva aperta una complessa trattativa sulla riorganizzazione dei rispettivi corpi di polizia. In gioco entravano anche gli interessi del personale (trattamento economico, carriere, trasferimenti) e la ripartizione delle competenze.
Per tagliar corto con i numerosi pareri e le tante pretese, nella primavera del 1997 il governo cantonale commissionava a specialisti esterni una perizia, che in pratica proponeva di incorporare nella polizia cantonale tutta la criminalpol della città e gli annessi servizi scientifici.
La proposta veniva ufficialmente fatta propria dal cantone e respinta dalle autorità cittadine, mentre in realtà, per ragioni di costi, non era gradita al primo e piaceva alle seconde. Ne nasceva un batti e ribatti di dichiarazioni e smentite che hanno alimentato una lunga e travagliata polemica.
Alla fine, un paio di mesi fa, pareva che città e cantone si fossero accordati su una soluzione di compromesso da attuare a partire dall’inizio del 2001. La criminalpol sarebbe stata divisa: alla città gli uffici che indagano sui “casi semplici” di criminalità urbana, al cantone i “casi complessi” e la polizia scientifica.
Questa soluzione non è però affatto piaciuta al comando della polizia urbana ed al sindacato dei poliziotti, che hanno riaperto la discussione sulla divisione dei compiti e minacciano lo sciopero contro il progettato smembramento della criminalpol.
D’accordo con loro è la sezione cittadina del Partito liberal-radicale, che deplora “la parziale svendita della polizia cittadina”. Il suo presidente, Andres Türler, sostenuto dai poliziotti della città e da parlamentari cantonali di tutti i partiti (a riprova di quanto il tema divida trasversalmente gli ambienti politici) ha lanciato nei giorni scorsi un’iniziativa popolare “per una polizia unica nel canton Zurigo”.
Si chiede in pratica la creazione di un’unica gendarmeria, che riunisca l’attuale polizia cantonale e gli altri 32 corpi di polizia comunale. In base a questo modello, i comuni dovrebbero pagare per ottenere dal cantone, a seconda dei propri bisogni, i servizi di polizia di cui necessitano.
L’idea – anche se ha incontrato l’immediata e scontata opposizione degli organi esecutivi della città e del cantone – è subito piaciuta ad ampie cerchie dell’opinione pubblica, rappresentate in prima linea dal quotidiano “Tages-Anzeiger”. La città e il cantone – ha scritto il giornale – “dovrebbero esaminare la realizzazione di quest’idea il più presto possibile. Anche a costo di prolungare ancora per un paio d’anni lo status quo”.
Silvano De Pietro
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