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Accoglienza positiva per il Progetto di legge sulle dighe. I Cantoni alpini temono però premi troppo alti

Cantoni, partiti ed enti interessati avevano tempo sino al 31 marzo per esprimersi in merito al disegno di legge sui bacini di accumulazione, che attribuisce ai proprietari di impianti la responsabilità di eventuali danni alle persone e alle cose.

Ispirata alle norme sulla responsabilità in materia nucleare, la nuova legislazione che sostituirà la Legge federale sulla pulizia delle acque del 1877, rivista nel 1953, pone sullo stesso piano di uguaglianza le centrali nucleari e quelle idroelettriche.

La conferenza governativa dei cantoni alpini ritiene che la nuova legge non aumenterà di una virgola la sicurezza delle dighe: l’esperienza di questi ultimi anni ha dimostrato che la sorveglianza dei grandi impianti funziona in modo soddisfacente. La legge invece aumenterebbe considerevolmente, qualora venisse accettata così, il livello dei premi di gestione delle centrali idroelettriche penalizzando in particolare i proprietari di piccoli impianti.

Vallese e Grigioni, cantoni che dispongono di dighe ben più imponenti, possiedono già ora una copertura assicurativa, rammenta la conferenza, ed è un’assicurazione che contempla una buona parte degli eventuali danni. L’ISPER, Intesa svizzera per una politica energetica ragionevole, appoggia i cantoni alpini, commentando che il nuovo testo finirà con l’indebolire la piazza economica elvetica.

Il canton Berna, che non è membro della conferenza dei cantoni alpini, approva l’inasprimento della responsablità civile per i proprietari di bacini di accumulazione. Sarebbe tuttavia preferibile attendere la liberalizzazione del mercato dell’elettricità prima di mettere in atto il progetto di legge. Inoltre, è opportuno – secondo il canton Berna, che in questo è d’accordo con i cantoni alpini – confrontare i rischi delle dighe con quelli delle centrali nucleari. Queste ultime sono più pericolose e non si possono esigere le stesse misure di sicurezza.

Quanto ai partiti, il PPD chiede che il disegno di legge venga differito, pur dicendosi favorevole all’aumento della responsabilità per i proprietari. Il momento è mal scelto secondo i popolari democratici. L’Unione democratica di centro si oppone fermamente alla legge, dichiarando che «la sicurezza dei bacini di accumulazione è sufficientemente garantita». Il PLR è in linea di principio favorevole ad una legge che è al pari con i tempi e risponde ai bisogni; per i liberali radicali le grandi dighe rappresentano un rischio enorme. Anche il partito socialista esprime soddisfazione per il disegno di legge, ma rende attenti, insieme con Pro Natura, ai problemi ambientali.

Il disegno di legge attribuisce ai proprietari di impianti di accumulazione la responsabilità dei danni alle persone e alle cose causati dalla fuoriuscita di masse d’acqua. E ciò «anche nel caso in cui al titolare non può essere imputata nessuna colpa e se l’impianto non presenta carenze (responsabilità dovuta a rischio). La responsabilità vale anche se il danno è dovuto a eventi naturali eccezionali, eventi bellici o colpa grave di una terza persona (limitazione dei motivi di discolpa)».

La nuova regolamentazione, una volta approvata dal parlamento, sarà applicata ai circa 190 sbarramenti idrici di cui la Confederazione controlla attualmente la sicurezza, nonché ad alcune centinaia di impianti di accumulazione più modesti, sottoposti alla vigilanza dei Cantoni. La responsabilità primaria per la costruzione e l’esercizio di un impianto di accumulazione resta al titolare.

Il Consiglio federale fisserà per ogni impianto di accumulazione una classe di rischio e una determinata somma di copertura. La somma massima è fissata a 600 milioni di franchi. In casi particolari l’Assemblea federale può emanare uno speciale decreto di indennizzo (regolamentazione dei grandi sinistri), stanziando nuovi mezzi finanziari per coprire il danno o fissando una somma inferiore a quella richiesta dalla parte lesa o, ancora, fissando
un importo forfettario.

I premi per l’assicurazione privata e della Confederazione ammonteranno a un totale di 22-23 milioni di franchi l’anno. Somma che corrisponde circa all’1,2 percento dei costi di produzione degli impianti di accumulazione in Svizzera.

swissinfo e agenzie

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