Ambizioni di riscatto per i ciclisti svizzeri alla Vuelta
Alla 55esima edizione della corsa a tappe spagnola, che scatta sabato a Malaga, partecipano quasi tutti i migliori ciclisti del mondo. Tra gli svizzeri, Zülle, Dufaux e Camezind intendono far dimenticare una stagione non molto fortunata.
Il Giro ciclistico della Spagna – che si concluderà domenica 17 settembre a Madrid, dopo 21 tappe per complessivi 2894 chilometri – è ormai diventata negli ultimi anni la seconda più importante gara ciclistica, dopo il Tour de France. Da quando è stata spostata a settembre, questa prova ha avuto un’impennata qualitativa tale da superare anche il Giro d’Italia. Lo dimostra un lotto di partecipanti di primissimo piano: quasi tutti i migliori della gerarchia mondiale sono infatti annunciati al via, a parte il vincitore del Tour de France, Lance Armstrong, che ha dato forfait all’ultimo momento, preferendo concentrarsi soltanto sui Giochi Olimpici di Sydney.
Una serie di importanti innovazioni hanno inoltre permesso di rendere la Vuelta ancora più combattuta e avvincente, a cominciare dalla lunghezza del tracciato. Quest’anno infatti gli organizzatori hanno in pratica messo al bando le mega-tappe, preferendo frazioni più corte e più adatte ad una lotta serrata, nelle quali dovrebbero essere meno necessari particolari “aiuti chimico-farmaceutici”.
Un ruolo importante lo assumeranno sicuramente le salite, tante ed equamente suddivise durante la corsa, che dovrebbero mettere sullo stesso piano scalatori e passisti. Ed infine le cronometro, ben tre, messe in maniera tale da risultare fondamentali nella compilazione della graduatoria conclusiva.
Una corsa che si annuncia di grande intensità e che vede in veste di favorito il vincitore della passata edizione, il tedesco Jan Ullrich, recentemente messosi in evidenza anche durante il “Trittico Lombardo”. Da parte sua, Ullrich sta cercando di allontanarsi il più possibile dalle luci della ribalta, dichiarando di affrontare la “Vuelta” con l’unico intento di prepararsi per le Olimpiadi.
A contrastarlo vi è un lotto di corridori di primo piano, nel quale brillano anche diversi ciclisti svizzeri. Innanzitutto Alex Zülle, già vincitore delle edizioni 96 e 97 della corsa, che sta faticando a riguadagnare un posto di rilievo nelle gerarchie internazionali dopo lo scandalo-doping che l’ha coinvolto. Grosse ambizioni di riscatto nutrono anche Laurent Dufaux e Oskar Camenzind: entrambi hanno dietro di sé una stagione nettamente inferiore a quelle degli ultimi anni.
Tra i possibili protagonisti bisogna citare inoltre gli spagnoli Olano (trionfatore nel 1998), Gonzales de Galdeano e Escartin che godranno dell’indubbio vantaggio di correre in casa, ma anche il francese Virenque , il russo Tonkov ed una folta pattuglia di italiani. Tra questi spiccano Gotti e Simoni che nelle ultime stagioni hanno sempre saputo mettersi in luce nelle grandi corse a tappe.
Mauro Rossi
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