Appello per una Svizzera delle regioni: in vista un’iniziativa federale
Creare una Svizzera delle regioni in un'Europa delle regioni. Questo l'appello lanciato giovedì a Berna dalla neo costituita «piattaforma nazionale» che punta a un rilancio del federalismo.
«Si parte per un’avventura che riguarda tutti i Cantoni e tutti i partiti politici», ha esordito Philippe Pidoux, ex consigliere di Stato vodese, in apertura della conferenza stampa. La «Piattaforma nazionale per una Svizzera delle regioni» raggruppa esponenti politici – tra i quali il consigliere nazionale radicale-democratico ticinese Fulvio Pelli -, dell’economia e del mondo accademico.
«È giunto il momento di venire incontro a una tendenza che da tempo si manifesta in progetti di unione fra cantoni come l’Espace Mittelland», ha affermato Bernard Ziegler, presidente accanto a Pidoux della «Unione Vaud-Ginevra». Forti del successo ottenuto con la raccolta delle firme per le iniziative popolari nei due cantoni romandi, i promotori della «regione del Lemano» puntano ora ad una riforma a livello nazionale.
Per la consigliera nazionale liberale ginevrina Barbara Polla «lo Stato deve essere forte all’interno per potersi sviluppare in un’Europa delle regioni che si sta muovendo verso il federalismo». E ciò indipendentemente dal fatto se la Svizzera aderirà o meno alla Unione europea. «La regionalizzazione è una certezza. È solo questione di tempo», ha detto Barbara Polla.
«Sul futuro volto del Paese esistono solo disegni di massima, non ancora piani precisi», ha spiegato Ziegler. «Sarà la storia a decidere il numero e i componenti delle regioni».
Per ora sono state presentate al pubblico due versioni: una che prevede sette regioni (Regione lemanica, Espace Mittelland, Svizzera nord-occidentale, Svizzera centrale, Zurigo, Ticino e Svizzera orientale) e una che suddivide il Paese in nove parti unendo il Ticino ai Grigioni nel cantone della Svizzera meridionale.
Da parte sua in un breve intervento Pelli ha sottolineato la necessità di un mutamento nell’organizzazione dello Stati: «dei tre livelli classici – Confederazione, cantone e comune – quello intermedio deve scomparire e venire sostituito da un’entità che si adatti alle nuove realtà».
Stando ai promotori, la riforma dell’organizzazione territoriale consentirebbe di rimediare a enti sovradimensionati e amministrazioni pubbliche faraoniche. Di particolare importanza – secondo il consigliere nazionale vodese del Partito del Lavoro Josef Zisyadis – la costituzione di uno statuto unico regionale nel campo della fiscalità e dell’assicurazione malattia.
François Cherix, segretario generale della Unione Vaud-Ginevra, ha illustrato le tappe che la «piattaforma nazionale» ha in programma di percorrere. In questa prima fase si concentra sulla diffusione dell’appello «più Svizzera, meno frontiere» e sul reclutamento di nuovi membri.
In un secondo tempo si dedicherà al sostegno dei progetti di unione esistenti e all’appoggio di collaborazioni intercantonali per future fusioni. Infine, elaborerà un testo d’iniziativa popolare federale che permetta di avviare un vero processo di regionalizzazione. Scopo ultimo: lo sviluppo di una visione politica riformatrice e coerente del federalismo.
swissinfo e agenzie
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