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Democrazia diretta in Svizzera

Assemblea UDC: dure parole di Brunner

Sabato, il presidente dell'Unione democratica di centro Toni Brunner ha criticato aspramente la «classe politica».

Il sangallese – durante durante l’assemblea dei delegati a Lungern, nel canton Obvaldo – ha riservato parole di fuoco ai consiglieri federali Eveline Widmer-Schlumpf, Micheline Calmy-Rey e Pascal Couchepin. «L’alleanza dei partiti perdenti ha escluso dal Consiglio federale il vincitore delle elezioni e il più grande partito svizzero», ha proseguito Brunner.

A suo avviso, il popolo reagisce oggi a questa «confisca del potere da parte del centrosinistra». Prova ne sono i «risultati storici» delle recenti elezioni nei cantoni di Svitto e San Gallo.

Funzionari di sinistra, giudici di sinistra, propaganda dello Stato, mass media «servili»: Brunner non ha risparmiato nessuno. A suo parere, i membri del governo «si considerano reggenti superiori al popolo» e «pongono i loro interessi personali dinanzi a quelli del loro paese». E «le menzogne stesse diventano bagatelle», ha aggiunto, riferendosi al presunto lapsus «Mörgele-Mengele» di Pascal Couchepin.

Iniziativa plebiscitata

Sempre sabato, l’assemblea ha approvato a larghissima maggioranza l’iniziativa del partito «per naturalizzazioni democratiche», sottoposta a votazione popolare il prossimo primo giugno.

Essa chiede che sia ristabilito il diritto di procedere a naturalizzazioni per mezzo delle urne e vuole vietare le possibilità di ricorso contro le decisioni di rifiuto. L’iniziativa è stata lanciata in reazione a una sentenza del Tribunale federale, secondo il quale il ricorso alle urne in questo ambito è contrario alla Costituzione.

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