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Assolto a Friburgo il brigadiere Grossrieder

Grossrieder viene congratulato da una conoscente dopo la sentenza Keystone

L'ex capo dell'antidroga friburghese, Paul Grossrieder, è stato assolto. Nella sentenza pronunciata martedì, il Tribunale penale della Sarine lo ha prosciolto da tutti i capi d'accusa. Le spese processuali andranno a carico dello Stato.

Il ministero pubblico aveva chiesto dieci mesi di detenzione con la sospensione condizionale per due anni, la difesa il proscioglimento. Grossrieder era accusato di intralcio all’azione penale, corruzione passiva, violazione del segreto d’ufficio e atti sessuali con un’indiziata.

«In dubbio pro reo», ha dichiarato il presidente del tribunale Peter Rentsch, leggendo la sentenza tra gli applausi del pubblico. Non ci sono prove a carico dell’accusato: niente di concreto a suffragio delle accuse di reati sessuali, favoreggiamento, corruzione passiva.

La principale testimone citata dall’accusa, una prostituta «informatrice», non si è presentata in aula e le sue precedenti dichiarazioni sono risultate contraddittorie.

Per il pubblico ministero, il verdetto di assoluzione non costituisce una sorpresa: la procuratrice Anne Colliard Arnaud ha detto che attenderà le motivazioni scritte, prima di decidere se presentare ricorso in appello.

Il brigadiere resta sospeso dalle funzioni sino alla fine di luglio, data alla quale il Consiglio di Stato friburghese si pronuncerà definitivamente sul piano amministrativo. «La palla è nel campo dello Stato di Friburgo. Ho atteso per 27 mesi: adesso voglio una risposta».

Il processo, iniziato il 14 giugno, si è svolto parzialmente a porte chiuse ed è stato costellato di colpi di scena. In particolare, il giudice istruttore Patrik Lamon, responsabile dell’inchiesta contro Grossrieder e accusato dalla difesa di varie irregolarità, è stato costretto il 23 giugno alle dimissioni, dopo che nei suoi confronti era stato aperto un procedimento amministrativo.

swissinfo e agenzie

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