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Berna Biotech raddoppia le proprie entrate

Kuno Sommer, presidente della direzione di Berna Biotech Keystone

Berna Biotech, società produttrice di vaccini, ha praticamente raddoppiato il giro d'affari, grazie alla vendita di medicamenti contro il vaiolo.

D’altro canto l’ex Istituto svizzero di sierologia si appresta a lanciare sul mercato cinque nuovi prodotti.

Il lancio di nuovi preparati è un’operazione costosa, ha rilevato martedì a Zurigo Kuno Sommer, presidente della direzione. Ma Berna Biotech può permetterselo, viste le entrate derivanti dalla vendita di vaccini contro il vaiolo, molto richiesti dopo i timori di attentati terroristici con armi biologiche. L’impresa bernese ha concluso con governi esteri contratti di fornitura per un valore di 150 milioni di franchi. A tale somma dovrebbero aggiungersi altri 50-70 milioni di franchi, in base a negoziati in corso.

Fra i clienti Sommer ha menzionato solo l’Italia e la Germania. Le entrate provenienti da tali vendite equivalgono ad un aumento di capitale, dato che sono state ottenute senza incidere sui costi, ha detto il presidente della direzione. Negli anni ’80 la vaccinazione della popolazione svizzera era stata interrotta e l’Istituto di sierologia aveva conservato nei suoi magazzini le scorte di tali vaccini.

Quanto ai nuovi prodotti, lo spray nasale contro l’influenza «Nasaflu» si trova nella fase di test clinici, dopo il suo ritiro dal mercato per possibili effetti collaterali. I primi risultati sono attesi per la prossima primavera.

In 46 casi, su 90 000 dosi utilizzate, si erano verificate paralisi facciali, ha ricordato Achim Kaufhold, capo della ricerca clinica e membro della direzione. Non è stato però possibile trovare un nesso causale tra l’uso dello spray e la paresi al viso, ha aggiunto.

I progetti in fase avanzata riguardano vaccini contro l’epatite B, la febbre gialla nonché il morbillo, gli orecchioni e la rosolia.

swissinfo e agenzie

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