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persone su una terrazza si godono il sole primaverile del 25 gennaio 2026

La settimana in Svizzera

Care svizzere e cari svizzeri all’estero,

in Svizzera non si scaldano solo le giornate – martedì la colonnina di mercurio ha raggiunto per la prima volta quest'anno i 20 °C, con tre settimane di anticipo sulla media – ma anche gli animi: alcune società elvetiche sostengono che sia giunto il momento della rivalsa dopo che la Corte Suprema statunitense ha invalidato il regime tariffario di Donald Trump.

Buona lettura!

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un briefing con la stampa alla Casa Bianca il 20 febbraio.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un briefing con la stampa alla Casa Bianca il 20 febbraio. Copyright 2026 The Associated Press. All Rights Reserved

Come prevedibile, aziende e media elvetici hanno accolto con favore la decisione della Corte Suprema statunitense del 20 febbraio d’invalidare i dazi voluti dal presidente statunitense Donald Trump. Tuttavia, la chiarezza e la certezza non regnano sovrane: le aziende straniere saranno rimborsate per i supplementi doganali già pagati? Quale linea dovrebbe adottare ora il Governo svizzero?

“Ridicola, scritta male e straordinariamente anti-americana”: la reazione di Trump alla sentenza della Corte Suprema era prevedibile. In pochi, però, avevano previsto la sua mossa successiva: la firma di un nuovo decreto che introduce un dazio doganale globale del 10% (aumentato al 15% il giorno successivo). Questa nuova tariffa è entrata in vigore martedì e sostituirà quelle esistenti per 150 giorni.

Le autorità svizzere hanno reagito con cautela alla decisione della Corte Suprema. Il Governo si è limitato a un “ne prendiamo atto”, senza ulteriori commenti. Mercoledì ha poi dichiarato che “l’obiettivo principale dei negoziati della Svizzera con gli Stati Uniti rimane invariato”. La Svizzera sta attualmente cercando di raggiungere un accordo con gli Stati Uniti per assicurarsi l’aliquota del 15% da novembre. Berna era precedentemente riuscita a ottenere questa riduzione temporanea rispetto all’aliquota del 39% che Trump aveva inizialmente cercato d’imporre.

Tuttavia, alcune aziende elvetiche non stanno adottando la stessa cautela delle autorità federali e chiedono il rimborso dei supplementi doganali che le hanno colpite. Stöckli (sci), Logitech (informatica) e CL international (beni di lusso) hanno già intrapreso delle azioni, e altre società come Breitling (orologi) e Läderach (cioccolato) hanno annunciato l’intenzione di chiedere un rimborso. In teoria, l’amministrazione Trump potrebbe essere costretta a ripagare circa 175 miliardi di dollari (135 miliardi di franchi) di entrate doganali. Tuttavia, il processo si preannuncia molto lungo e complicato.

iniziativa SSR secondo sondaggio
L’esito del voto sull’iniziativa che mira a ridurre il canone radiotelevisivo rimane incerto, ma il “no” sta guadagnando terreno. Keystone / Jean-Christophe Bott

Le oppositrici e gli oppositori all’iniziativa per la riduzione del canone radiotelevisivo in Svizzera hanno guadagnato terreno durante la campagna, secondo un sondaggio in vista delle votazioni federali dell’8 marzo.

Il secondo sondaggio della Società svizzera di radiotelevisione (SSR), pubblicato mercoledì, ha rivelato che il 54% delle persone intervistate è contrario all’iniziativa della destra per ridurre il canone radiotelevisivo della SSR da 335 a 200 franchi. Anche Swissinfo fa parte della SSR. Il fronte del “no” è quindi cresciuto di due punti percentuali in poco meno di un mese.

Con il 58% di “no” all’iniziativa, le cittadine e i cittadini svizzeri all’estero sono ancora più chiaramente contrari a una riduzione del canone, che però non sono tenuti a pagare.

Gli altri tre temi su cui l’elettorato si esprimerà l’8 marzo sono: l’imposizione individuale per le coppie sposate (52% di favorevoli tra l’elettorato svizzero/60% tra le Svizzere e gli Svizzeri all’estero), l’iniziativa “il denaro contante è libertà” (61%/65%) e l’iniziativa per un fondo per il clima (31%/39%).

Messaggi per le vittime della tragedia di Crans-Montana scritti si lunghi foglietti bianchi legati a una staccionata
Messaggi per le vittime della tragedia di Crans-Montana. Keystone / Valentin Flauraud

In seguito all’incendio di Crans-Montana la notte di Capodanno, in cui sono morte 41 persone, il Governo svizzero ha annunciato che “in considerazione della situazione straordinaria” verrà versato un contributo di solidarietà una tantum di 50’000 franchi a ogni famiglia di una persona deceduta o ricoverata.

Il contributo di solidarietà – su cui il Parlamento si esprimerà a marzo – è destinato a offrire alle persone colpite un sostegno rapido e non burocratico, a superare le gravi difficoltà finanziarie e a fornire loro un aiuto a breve termine, si legge in un comunicato del Governo. Il versamento si aggiungerà all’aiuto finanziario d’urgenza fornito dal Canton Vallese.

Il Governo ha dichiarato che stanzierà fino a 20 milioni di franchi e che organizzerà anche una tavola rotonda con le persone e le istituzioni interessate, con l’obiettivo di raggiungere un accordo extragiudiziale che “potrebbe risparmiare alle vittime e ai loro parenti lunghi procedimenti giudiziari pieni d’incertezze”. L’Esecutivo sosterrà inoltre i Cantoni con 8,5 milioni di franchi per l’aiuto alle vittime.

La decisione del Governo è “giusta e necessaria”, secondo il Tages-Anzeiger. “In fin dei conti, non si tratta principalmente di denaro, ma di lanciare un segnale. Molte vittime provengono dall’estero e numerose famiglie sono ancora in attesa di risposte. Ci vorrà ancora più tempo perché le ferite si rimarginino. Con il contributo di solidarietà, la Svizzera dice: ‘Siamo con voi. Non vi lasceremo soli’. Nessuna somma di denaro al mondo può alleviare il dolore emotivo. Ma può dimostrare rispetto”.

scorcio del lago di lugano
Il lago di Lugano nel sud della Svizzera. Keystone-SDA

Martedì la colonnina di mercurio in Svizzera ha toccato per la prima volta quest’anno i 20 °C, con tre settimane di anticipo rispetto alla media.

Le temperature hanno superato i 20 °C presso la stazione di misurazione di Cevio, nel canton Ticino, ha comunicato l’Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera.

Tra il 1991 e il 2020, la soglia dei 20 °C a sud delle Alpi non è stata superata in media prima del 15 marzo. Tuttavia, il “primo 20” può variare notevolmente: è già stato superato anche molto prima. Nel 2013, il 4 gennaio, a sud delle Alpi sono state misurate temperature superiori ai 20 °C, mentre nel 1941 la stazione di misurazione di Locarno-Monti non ha superato questa soglia fino al 21 maggio.

Bambini e bambine celebrano Chalandamarz a Sent, nella Svizzera orientale, nel 2022.
Bambini e bambine celebrano Chalandamarz a Sent, nella Svizzera orientale, nel 2022. Keystone / Gian Ehrenzeller

La prossima settimana

Nelle valli della Svizzera orientale, il 1° marzo – Chalandamarz – è sinonimo di grande chiasso. Scolare e scolari sfilano per i villaggi con campanacci e fruste, indossando berretti a punta rossi e camicette blu e cantando canzoni di primavera.

Lunedì l’incaricato della sorveglianza dei prezzi Stefan Meierhans (Mister Prezzi) terrà la sua conferenza stampa annuale, in cui rivelerà le questioni che hanno suscitato più lamentele lo scorso anno e presenterà le prospettive per il 2026.

Mercoledì l’Accademia svizzera delle scienze (SCNAT) illustrerà la strategia della Svizzera per la ricerca e la tecnologia quantistica.

Venerdì si aprirà a Ginevra il Festival del film e forum internazionale sui diritti umani, che si protrarrà fino al 15 marzo.

Domenica 8 marzo l’elettorato svizzero si recherà alle urne per decidere su quattro temi, tra cui la riduzione del canone radiotelevisivo della Società svizzera di radiotelevisione, la casa madre di Swissinfo.

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