Berna condanna l’attentato di Tel Aviv
Il ministero degli affari esteri incoraggia inoltre l’Autorità palestinese ad intensificare i suoi sforzi per prevenire le azioni terroristiche.
L’attentato perpetrato venerdì sera davanti ad una discoteca di Tel Aviv, il primo dalla proclamazione della tregua, ha fatto almeno quattro morti e una cinquantina di feriti.
La Svizzera ha condannato con fermezza sabato l’attentato compiuto venerdì sera da un kamikaze davanti ad una discoteca di Tel Aviv. Nell’esplosione hanno perso la vita almeno quattro israeliani e una cinquantina di persone.
In un comunicato, il Dipartimento federale degli affari esteri esprime le proprie condoglianze ai famigliari delle vittime e al governo israeliano.
Il Dipartimento della consigliera federale Micheline Calmy-Rey esorta inoltre l’Autorità palestinese ad intensificare gli sforzi per prevenire gli attentati terroristici.
Gruppi radicali smentiscono una loro implicazione
Era dallo scorso primo novembre che non vi era più stato un attentato suicida nella regione. Il gesto potrebbe mettere in pericolo la tregua proclamata lo scorso 8 febbraio dal presidente palestinese Mahmud Abbas e dal premier israeliano Ariel Sharon.
I tre principali movimenti radicale palestinesi (Hamas, Jihad islamica e Brigate dei martiri di al Aqsa) hanno smentito qualunque loro implicazione. In un secondo tempo, però, un responsabile della Jihad islamica ha rivendicato l’attentato.
Abbas, dal canto suo, ha chiamato in causa dei «terzi», facendo allusione verosimilmente all’Hezbollah libanese, e ha condannato questo «sabotaggio» degli sforzi per rilanciare il processo di pace. Il successore di Yasser Arafat ha promesso di scovare i responsabili e di punirli.
Il movimento sciita libanese ha respinto categoricamente le accuse, definite « senza fondamento ».
Risposta israeliana moderata
Le autorità israeliane hanno per ora reagito con una certa calma e sembrano intenzionate a far il possibile per preservare la tregua. «Dobbiamo dar prova di moderazione per non frantumare il processo di pace», ha dichiarato alla radio pubblica il ministro delle infrastrutture Binyamin Ben Eliezer.
Un alto responsabile militare ha indicato che «operazioni militari su vasta scala non sono previste».
L’esercito dello stato ebraico si è limitato a decretare il coprifuoco nel villaggio cisgiordano di Deir al Ghusun, da dove proveniva l’attentatore, e ad arrestare due fratelli di quest’ultimo.
Da parte sua, il ministro dell’interno palestinese, l’ex generale Nasser Yussef, ha annunciato che le forze di sicurezza palestinesi hanno arrestato in Cisgiordania due uomini sospettati di essere implicati nell’attentato, senza però fornire altri dettagli.
Stando a quanto è trapelato da fonti dei servizi di sicurezza, i due sarebbero legati alla Jihad islamica.
swissinfo e agenzie
L’attentato suicida di venerdì è stato il primo dalla morte, lo scorso 11 novembre, del leader palestinese Yasser Arafat.
Il primo novembre tre persone avevano perso la vita in un attacco simile in un mercato di Tel Aviv.
Il presidente palestinese Mahmud Abbas e il premier israeliano Ariel Sharon si erano accordati per una tregua nel corso del vertice dell’8 febbraio scorso.
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