Blocher negli USA per parlare di terrorismo
Nei prossimi giorni, il ministro elvetico di giustizia e polizia si recherà negli Stati uniti per dei colloqui incentrati sulla lotta al terrorismo.
La due giorni americana, che avrà inizio martedì, porterà Blocher ad incontrare il suo omologo Alberto Gonzales e il capo della polizia federale (FBI) Robert Muller.
Gli attacchi alle torri gemelle di New York, avvenuti l’undici settembre del 2001, hanno proiettato la lotta al terrorismo in vetta alla lista delle priorità degli Stati uniti e di molti altri paesi del mondo. In questo campo, la collaborazione tra gli USA e la Svizzera è stata intensa e soddisfacente per entrambe le parti.
Il viaggio del consigliere federale Christoph Blocher, che sarà a Washington il 29 e il 30 marzo, servirà a consolidare i rapporti bilaterali. Tema principale in discussione sarà la collaborazione nella lotta al terrorismo e nel perseguimento penale. Il programma non prevede la discussione di casi specifici, ma un dibattito di fondo.
I colloqui verteranno anche sull’assistenza giudiziaria e amministrativa, come pure sulla cooperazione tra le autorità inquirenti dei due paesi.
Martedì, Blocher, che sarà accompagnata dai direttori dell’Ufficio federale di giustizia (Heinrich Koller) e dell’Ufficio federale di polizia (Jean-Luc Vez), incontrerà il ministro della giustizia USA, Alberto Gonzales, e il direttore dell’FBI Robert Mueller.
Inchieste in corso
Gli stessi temi che verranno discussi a Washington sono già stati al centro di un incontro avvenuto l’anno scorso, a Berna, tra Christoph Blocher e il predecessore di Gonzales, John Ashcroft.
Attualmente, il Ministero pubblico della Confederazione sta portando a termine due inchieste aperte in seguito agli attentati dell’undici settembre.
Il primo caso riguarda due responsabili di una società finanziaria ticinese, la Nada/Al Taqwa, nel frattempo liquidata. L’altro concerne un cittadino saudita che dal suo paese intratteneva relazioni in Svizzera e negli Stati uniti. In entrambi i casi si sospetta un sostegno finanziario al gruppo terrorista di Al-Qaida.
Su iniziativa del Ministero pubblico della Confederazione, gli Stati uniti e la Svizzera avevano concluso un cosiddetto «Operative Working Arrangement» per facilitare lo scambio d’informazioni in merito alla lotta al terrorismo.
L’accordo era stato criticato da più parti, tra l’altro perché il Governo l’aveva concluso senza sottoporlo all’approvazione del Parlamento. Il procuratore pubblico della Confederazione, Valentin Roschacher, aveva dichiarato l’estate scorsa che l’accordo perderà la sua validità non appena concluse le inchieste sul terrorismo attualmente in corso.
swissinfo e agenzie
Anche la Svizzera ha aperto delle indagini in seguito agli attacchi dell’undici settembre 2001 alle torri gemelle di New York.
Gli investigatori hanno appurato che delle tessere telefoniche prepagate e destinate ai cellulari sono state acquistate in Svizzera e usate da membri di Al-Qaida per pianificare i loro atti terroristici.
Una scoperta che ha avuto delle conseguenze sulla legislazione elvetica: dal primo agosto scorso non è più possibile acquistare questo tipo di tessere telefoniche senza far registrare la propria identità.
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